Pole Position


 

L'attesa del via al giro di qualificazione

“Pole Position”, un gioco indubbiamente destinato a fare scuola nel proprio settore, venne realizzato nel 1982 dalla Namco, la casa che aveva lanciato, qualche anno prima, “Pac-Man”.

In questo videogame si era alla guida di un’automobile di Formula Uno e, innanzitutto, bisognava completare un giro di pista entro un certo limite di tempo (73 secondi) per qualificarsi alla gara vera e propria, che avrebbe avuto luogo nel Fuji Speedway, un circuito realmente esistente in Giappone ed ottimamente riprodotto. Prima del via al giro di prova, passava sullo schermo un dirigibile con su scritto “Atari” (la piattaforma cui il gioco era destinato), che mostrava un banner con la scritta “Prepare to qualify”, scandita anche da una voce di donna.

Una volta riusciti nell’intento di accedere al Gran Premio, il giocatore fronteggiava le altre macchine nella “race”, sulla distanza di tre o quattro giri. Chiaramente era necessaria una grande concentrazione nella “guida”, accelerando e frenando al momento giusto, sia per seguire le numerose curve del tracciato (era possibile anche “tagliarle”, sfruttando i cordoli, ma attenzione a non finire addosso ai cartelli di indicazione posti appena fuori dalla pista!) sia, soprattutto, per evitare di scontrarsi con gli avversari e provocare un incidente.

Con una grafica splendida ed accattivante per l’epoca (molto simpatico anche lo sfondo, con delle montagne in lontananza ed un cielo in cui comparivano tante piccole nuvolette) ed una giocabilità di primo livello, “Pole Position” rappresentò un tentativo, perfettamente riuscito, di rappresentare in un modo nuovo il mondo delle corse automobilistiche, cercando di simularlo fin nei più piccoli dettagli. Oltre che per l’Atari 800, il gioco fu reso disponibile, in differenti adattamenti, anche per il Commodore Vic 20, per il Commodore 64 e per il Sinclair ZX Spectrum.

La corsa contro il tempo è iniziata!

Il successo fu enorme, tanto che, già l’anno successivo, venne lanciato “Pole Position II”, nel quale, all’unico circuito disponibile nella versione originale, ne furono aggiunti ben tre: Test (che riproduceva Indianapolis), Seaside (Long Beach) e Suzuka. La grafica fu ulteriormente migliorata, con le vetture dotate di nuovi schemi cromatici e le esplosioni (nel momento degli incidenti) rese più realistiche. Nell'84 fu realizzato "TX-1", considerato da alcuni un nuovo sequel della serie, ma, in realtà, il vero terzo capitolo arrivò solo nell'87, con "Final Lap", che può essere considerato un ufficioso "Pole Position III".

Da allora è trascorso molto tempo, i videogiochi del genere si sono evoluti costantemente fino a raggiungere standard elevatissimi, ma certo tutti i programmatori devono molto al progenitore “Pole Position”, che spianò loro la strada verso nuovi inesplorati territori.

 


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