Le vacanze da sogno all'estero
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Il mare di Ibiza, una delle mete più gettonate |
Con la fine degli anni Settanta ha termine anche l’austerità economica che li aveva così tristemente caratterizzati. L’Italia cambia stile e si rilancia: niente più domeniche trascorse a piedi o in bicicletta a causa dell’eccessivo prezzo del carburante, ma spazio ad automobili veloci ed aggressive (scoppia il boom della seconda macchina, quasi ogni famiglia italiana alla fine del decennio ne possiederà una), niente più vestitini nepalesi o indiani comprati sulle bancarelle dei mercatini rionali, ma vestiti di marca costosi e molto ricercati che diventeranno un nuovo status symbol, niente più domeniche trascorse nei parchi pubblici, ma ecco che impazzano le gite fuori porta, al mare, ai laghi, in montagna.
Sono arrivati gli anni Ottanta, la Penisola ha ricominciato a marciare a tutto vapore, l’economia ha ripreso a tirare, i prodotti italiani spopolano sui mercati internazionali; l’Italia si ritrova felicemente travolta da un boom economico che ricorderà per intensità e magnificenza quello dei primi anni Sessanta: un nuovo “miracolo italiano”.
Ecco allora che (tra le altre cose) scoppia la moda delle vacanze… all’estero!
Nelle grandi città spuntano come funghi le agenzie di viaggio, pronte a spedire i clienti (in genere in aereo, più raramente in crociera) in tutto il mondo conosciuto. In linea con l’euforia che sembra aver elettrizzato il Bel Paese, si scelgono mete di relax legate ad alcuni imprescindibili elementi: solleone, mare trasparente, tramonti da favola, spiagge purissime dalla sabbia incontaminata (“Vamos A La Playa” dei fratelli Righeira spopola alla radio).
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Una spiaggia di Malindi, in Kenya |
Santuario di questa postmoderna e sbarazzina ideologia vacanziera diviene allora l’isola di Ibiza (meta di ragazze e ragazzi piuttosto disinibiti di tutta Europa!) di cui il cantante Sandy Marton decanterà le lodi nel pezzo riempi pista, scala classifiche, super gettonato da tutti i deejays, “People From Ibiza”.
Ibiza è la più occidentale delle spagnole isole Baleari, ed è situata nel Mar Mediterraneo. Nel 121 a. C. i Romani la conquistarono ai Cartaginesi. Si estende per 572 chilometri quadrati e conta circa quarantacinquemila abitanti. Il clima è arido, la vegetazione costituita per lo più da pini marittimi, ma quello che più conta è l’altissima densità di locali pubblici e discoteche che popolano questa perla iberica.
Altra meta molto amata dai nostri concittadini (dell’epoca) sembra essere stata Malindi, in Kenya. Il Kenya è uno stato dell’Africa orientale, conta circa ventisei milioni di abitanti, la religione è prevalentemente animistica, il clima caldo ed umido, e la sua fascia costiera, lunga circa quattrocento chilometri che si affaccia sull’Oceano Indiano, è assai bella e ricca di vegetazione. Malindi è una città situata proprio sulla costa, possedimento portoghese per un lungo periodo nella storia, fu raggiunta da Vasco da Gama nel 1498. Centro turistico di primissimo ordine, grazie anche alle spiagge immacolate che si affacciano sull’oceano, proprio negli anni ottanta vive il suo momento di massimo splendore.
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La camicia più modaiola |
Da ricordare anche altri luoghi molto gettonati in quel periodo: le Maldive, splendide isole situate nell’Oceano Indiano, le Seychelles, a largo dell’Africa, sulla costa che si affaccia nel medesimo oceano, Santo Domingo, ridente città della repubblica Dominicana, Rio, in Brasile, mitica sede dell’omonimo, grandioso e divertente Carnevale.
Infine due parole vanno spese sull’abbigliamento con cui di solito ci si presentava sulle spiagge nei primi anni ‘80. Moltissimi italiani amavano indossare la camicetta così detta Hawaiana. Una camicia di cotone a maniche corte, con disegni colorati sopra (palme in maggioranza), disponibile in diversi colori (giallo, azzurro, arancione) e che i più compravano direttamente in spiaggia, dai venditori ambulanti.
Altri capi d’abbigliamento molto in voga erano gli occhiali da sole Wayfarer, in perfetto stile californiano, calzoncini corti (anche jeans vecchi tagliati sfrangiati all’altezza delle ginocchia), scarpe di tela o da ginnastica, oppure Converse All-Star coloratissime; ed infine un braccialetto colorato, di stoffa, al polso.
Insomma, così vestito, l’italiano vacanziero era pronto a viaggiare, a conoscere nuovi posti e a divertirsi in compagnia!