Hurricane Polimar
Hurricane Polimar (o Polymar) è stato senza dubbio uno dei cartoni animati più seguiti degli anni ‘80, e non è certo un caso che, con le sue straordinarie avventure, sia riuscito a coinvolgere ed a tenere incollati davanti al teleschermo più di una generazione.
|
|
|
Teru, Kuruma, Takeshi e Barone |
Realizzato in Giappone nel lontano 1974 su soggetto originale di Tatsuo Yoshida dalla Tatsunoko Productions (cui si devono anche, fra gli altri, Kyashan e Tekkaman), Polimar raggiunse la massima popolarità dalle nostre parti otto anni più tardi, quando fu trasmesso per la prima volta da Retequattro (dopo esser già passato, in verità, su alcuni canali a diffusione regionale).
L’esaltazione nasceva già a partire dalla sigla iniziale, cantata in giapponese, con una voce maschile adulta circondata da uno splendido coro di bambini (fra l'altro pure la bella sigla di chiusura non è stata tradotta, rimanendo nella lingua originale dei samurai): ci si cominciava ad appassionare, pregustando il nuovo episodio ed i possibili sviluppi della vicenda.
Ma chi è Hurricane Polimar? Scopriamo fin dalla prima puntata la sua identità, ma è solo dopo qualche episodio (in totale saranno 26) che la storia ci viene svelata nella sua interezza e drammaticità di fondo. Takeshi è il figlio di Onikawara, il baffuto capo dell’Interpol, che, per intrappolare una pericolosissima banda di criminali, mette in atto un piano per far sì che escano allo scoperto. Un anziano scienziato, infatti, ha appena messo a punto un nuovo materiale, che è possibile usare per avere un grande potere, e questo fa enorme gola ai malviventi.
Come previsto, la banda attacca il laboratorio del professore, ma, prima che essa riesca a fare irruzione nella sala dov'è l'uomo, arriva Takeshi, cui il prof dona la sua scoperta, spiegandogliene il rivoluzionario potere. Si tratta di un casco rosso e bianco, che, se indossato, regala una forza inarrestabile, riflessi e rapidità incredibili, e la possibilità di tramutarsi in varie forme, per volare come un aereo, o andare sott'acqua come un sottomarino. Il casco è di un materiale inedito, il Polymer, ma la trasformazione non può durare più di 46 minuti ed 1 secondo: oltre, c'è la morte. Purtroppo i criminali, alla fine, riescono ad entrare nella sala ed il professore, vistosi ormai perduto, dà fuoco a tutto, morendo nell’incendio, ma lasciando i pericolosi malviventi a mani asciutte, visto che il prezioso casco è ormai in possesso di Takeshi. Questi, però, per non esser riuscito a salvare il professore, viene allontanato in malo modo dal padre: i due non si incontreranno più per lungo tempo.
|
|
|
"Uragano!!!": i criminali tremano |
Il ragazzo decide allora di farsi assumere presso una strampalata agenzia investigativa, il cui capo è Jo Kuruma, che ama farsi chiamare "Sherlock Holmes Junior", ritenendosi l’erede naturale del celebre personaggio nato dalla penna di Arthur Conan Doyle: in realtà è solo un simpatico e volenteroso pasticcione che gira armato di una non proprio temibilissima pistola ad acqua. Insieme a lui c'è anche Teru Naruba, una ragazza bionda dai capelli ricci, particolarmente avvenente, che è la padrona del locale dell'agenzia. Fra l'altro, non sarà raro, nel corso degli episodi, vedere Teru semisvestita, una volta addirittura mentre fa la doccia, evidenziando le sue qualità fisiche in modo inequivocabile... Oltre a loro nell'agenzia vive Barone, un ex cane poliziotto tipo San Bernardo, che è l'unico a conoscere il segreto di Takeshi-Polimar, ma, ovviamente, non può comunicarlo a nessuno: riusciamo solo a sentire i suoi buffi pensieri, che formula ragionando proprio come un essere umano.
È difficile sospettare di Takeshi, che, infatti, si comporta sempre come un fannullone buono a nulla, per sviare l'attenzione da sé sulla possibile identità dell'eroe. L'agenzia investigativa è situata proprio davanti alla sede dell'Interpol, che Kuruma e soci tengono costantemente sotto controllo, per carpire informazioni e cercare l'impresa di precedere i "federali" nella cattura di qualche criminale.
Le varie bande che si susseguono nelle puntate sono particolarmente efferate: indossando sempre maschere ispirate a qualche animale pericoloso o comunque sgradevole (dagli scorpioni ai serpenti a sonagli, dai topi alle piovre), commettono delitti a ripetizione per arrivare ai loro loschi obiettivi. È un classico che Kuruma, o Teru, o comunque qualche personaggio minore, si ritrovi catturato nel terrificante antro della banda di turno, in una difficoltà che appare irrimediabile, quando... ecco che nel buio risuona una risata sardonica: è quella di Hurricane Polimar, venuto a difendere il mondo contro i cattivi. Polimar si scatena e demolisce i nemici con mosse di arti marziali e colpi inattesi, all’inconfondibile grido di “Uragano!!!”. Di solito, mentre i suoi scagnozzi vengono massacrati, il capo banda riesce inizialmente a fuggire con un mezzo tecnologico di fortuna, ma viene comunque raggiunto da Polimar (in grado di trasformarsi, ad esempio, in "sparviero"), che gli infligge la giusta punizione.
|
|
|
La bella Teru strizza l'occhio a Takeshi |
Solo
nell'ultimo episodio, Takeshi, imprigionato insieme ai colleghi e amici ed al
padre, sarà costretto a rivelare la propria identità per salvarli: sarà un
momento epico e commovente.
Con il tempo Polimar è divenuto un classico: esaltante nell'azione e divertente
negli intermezzi comici (azzeccatissimi i monologhi interiori del cane Barone e
le gag di Kuruma!),
con una componente di sensualità (vedi la bella Teru, o lo stesso Polimar, dal
fisico scolpito e dalla forza devastante) e di sentimenti mai espressi fino in
fondo, e sempre, comunque, con una storia ben costruita ed interessante.
Insomma, un cartone cardine dell'infanzia di tanti che è sempre piacevole
riscoprire.
SCHEDA DEL CARTONE ANIMATO
Titolo originale "Hurricane Polymer"
Creato da Tatsuo Yoshida
Animazione di Tsuneo Ninomiya
Prodotto dalla
Tatsunoko Productions nel 1974
Trasmesso per la prima volta da Retequattro nel 1982
Numero totale di episodi: 26