Calgary '88: il doppio oro di Alberto Tomba


 

La determinazione alla partenza

Esuberante, coraggioso, potente, tecnico, spaccone, vincente: lungo il corso della sua straordinaria carriera, Alberto Tomba è stato una manna dal cielo non solo per lo sport italiano (che da lui ha ricavato trionfi a ripetizione), ma anche per i giornalisti, che, grazie al suo carattere guascone, hanno trovato la strada spianata verso la notizia da prima pagina.

Nato il 19 dicembre 1966 a Castel de’ Britti, vicino Bologna (dunque ben lontano dalle Alpi, tradizionale fucina dello sci azzurro), Alberto è stato un vero e proprio ineguagliabile fenomeno, che è riuscito a coinvolgere, con le sue imprese, un pubblico enorme, anche quello solitamente non appassionato agli sport invernali.

Il suo talento emerge prepotente già sul finire dell’84, quando, ancora incluso nella squadra nazionale B, si aggiudica il “parallelo di Natale”, battendo uno dopo l’altro i più blasonati colleghi della squadra A. Nell’85 arriva l’esordio in Coppa del Mondo, ed un anno più tardi il primo podio, 2° nel gigante della Val Badia dietro a Richard Pramotton e davanti ad Oswald Tötsch, in una storica tripletta azzurra. La stagione ’86-’87 si conclude con una prestigiosa medaglia di bronzo in gigante ai campionati del mondo di Crans Montana.

Sarà l’annata successiva a segnare la sua completa esplosione: arrivano ben nove vittorie in Coppa del Mondo (sei in slalom e tre in gigante, ovviamente si aggiudica entrambe le Coppe di specialità), ma il trofeo assoluto, all’ultima gara, è appannaggio dell’elvetico Pirmin Zurbriggen. Memorabili alcuni suoi successi: nel novembre ’87, ad esempio, vince lo slalom del Sestriere ed annuncia sicuro il bis per il giorno dopo nel gigante, bis che puntualmente realizza, permettendosi, per di più, il lusso di salutare il pubblico con il braccio destro in piena curva prima del traguardo!

Tomba domina il gigante olimpico di Calgary

Il clou della stagione ’87-’88 è rappresentato dalle Olimpiadi di Calgary, in Canada, alle quali Alberto si affaccia con il pesante ruolo di uomo da battere. Il 25 febbraio gareggia in gigante ed è un trionfo senza storia: nella prima manche, sceso con il numero 1, infligge addirittura 1”14 di distacco al secondo classificato, l’austriaco Hubert Strolz. Nella seconda frazione si limita, tutto sommato, a controllare la situazione e, pur non andando a mille, conserva 1”04 di vantaggio su Strolz (2°), e 2”02 su Zurbriggen (3°). Quarto è l’altro italiano Ivano Camozzi, staccato di 2”40.

Le cose sono più dure nello slalom speciale, in programma due giorni dopo. Penalizzato da un numero di pettorale alto (l’11) in una pista che si deteriora facilmente, Tomba è “solo” terzo al termine della prima manche, staccato di 0”63 dal tedesco Frank Wörndl (sceso con il numero 1): fra di loro, anche lo svedese Jonas Nilsson (sceso con il numero 2). Nella seconda discesa occorre attaccare, non bisogna fare calcoli ed Alberto non è il tipo da farne. Per l’occasione viene interrotto il normale svolgimento del Festival di Sanremo (in Italia, visto il fuso orario, è sera) e, dal Teatro Ariston, ci si collega con il Canada, per seguire in diretta televisiva anche su Raiuno l’imperdibile evento.

Tomba fa al meglio quello che ci si attende da lui: si “mangia” la pista di Nakiska e, malgrado i rischi corsi, al traguardo è in testa, con 0”37 sul veterano Paul Frommelt. Mancano, però, ancora le discese dei due che lo precedevano. Quella di Nilsson non crea pericoli: lo scandinavo gli è dietro di ben 0”76. Quando è il turno di Wörndl, campione del mondo in carica della specialità, dalle nostre parti si trattiene il respiro. Il tedesco fa una buona prova, all’intermedio conserva 35 dei 63 centesimi di vantaggio che aveva sul nostro alfiere, ma, al traguardo, non regge al ritorno del fenomeno bolognese ed è dietro per 0”06. È il trionfo: ad appena 21 anni, Tomba vince due medaglie d’oro nella stessa Olimpiade!

Il faticoso bis olimpico in slalom speciale

La carriera del campione emiliano proseguirà per altri dieci anni ai massimi livelli: complessivamente saranno 50 le sue vittorie in Coppa del Mondo (15 in gigante, 35 in slalom), otto le Coppe di specialità (4 in gigante, 4 in slalom), cui aggiungerà l’agognato trofeo assoluto colto nel ‘94-’95. Alle Olimpiadi sarà ancora 1° in gigante e 2° in slalom nel ’92 (ad Albertville) e di nuovo in 2° in slalom nel ’94 (a Lillehammer). Ai campionati del mondo, assommerà al 3° posto in gigante dell’87 lo strepitoso doppio oro del ’96 (a Sierra Nevada) ed un bronzo in slalom nel ’97 (al Sestriere).

Insomma, un bilancio da fuoriclasse assoluto, ottenuto a volte con distacchi abissali inflitti agli avversari, altre dopo incredibili recuperi sul filo di lana: sempre comunque con una condotta di gara senza mezze misure, costantemente all’attacco delle porte e dei paletti disposti lungo il manto innevato.

 


Home