Slam e Davis dall'80 all'89
Ripercorriamo, stagione per stagione, le principali vicende tennistiche maschili degli anni Ottanta, considerando in particolare quanto avvenuto nelle quattro prove del Grande Slam e nella Coppa Davis.
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Bjorn Borg |
1980
È l'ultimo grande anno di Bjorn Borg, ancora proteso
verso la conquista di un Grande Slam che rimarrà solo un sogno. Il fuoriclasse
svedese conquista per la quinta volta sia il Roland Garros, dove batte in finale
Vitas Gerulaitis, sia Wimbledon. Sull'erba londinese disputa una storica finale
con il giovane talento yankee John McEnroe, spuntandola
solo 8-6 al quinto, dopo un incredibile tie-break del quarto vinto da Mac per
diciotto punti a sedici. Borg si presenta agli Us Open per la terza volta
consecutiva con già mezzo Slam in tasca e McEnroe afferma che, se lo svedese
trionferà a New York, si recherà anche lui in Australia, per evitare di porgere
su un piatto d'argento lo Slam al rivale. Ovviamente gli organizzatori oceanici
sono tutti per Borg, sperando di avere finalmente un torneo all'altezza delle
tradizioni, ma vengono delusi, perché è proprio SuperMac a batterlo in finale,
6-4 al quinto. A Melbourne, che presenta un tabellone molto debole, vince Brian
Teacher. Intanto l'Italia di Panatta e Barazzutti, alle ultime vampate, arriva in finale di Coppa Davis, perdendo 4-1 a Praga (in una sfida che
suscita molte polemiche a causa dell'arbitraggio casalingo) con la
Cecoslovacchia dell'emergente ventenne Ivan Lendl.
1981
È l'anno che segna l'abdicazione di Borg in favore di McEnroe. Lo svedese inizia
bene, conquistando il suo sesto Roland Garros su un Lendl alla prima
finale Slam, poi arriva per la sesta volta consecutiva in finale a Wimbledon,
dove trova, come l'anno precedente, McEnroe. Bjorn vince il primo set, ma si
ferma lì e alla fine è lo statunitense a spuntarla e a strappargli anche il
primo posto nella classifica Atp. I due si ritrovano di fronte anche a Flushing
Meadows e prevale ancora Mac, mentre Bjorn fallisce per la quarta ed ultima
volta la conquista del titolo all'ultimo ostacolo e, a fine anno, sarà
addirittura solo 4° nel ranking mondiale. Gli Australian Open, in piena
crisi, vanno a Johan Kriek. L'81 consacra anche la grande ascesa di Ivan Lendl,
che nel corso dell'anno gioca 15 finali del Grand Prix, vincendone 10, tra cui
il Masters, disputatosi peraltro nel gennaio '82. La Coppa Davis, che inaugura
la nuova formula con tabellone principale a sedici squadre, va agli Stati Uniti,
che battono in finale l'Argentina, mentre l'Italia esce malinconicamente al
primo turno per mano della Gran Bretagna.
1982
È una stagione senza un vero dominatore: la classifica Atp incorona alla
fine, per la seconda volta, John McEnroe, ma anche Ivan
Lendl e Jimmy Connors danno l'impressione di poter legittimamente aspirare alla
vetta. Al Roland Garros, uscito di scena Bjorn Borg, sorprende tutti un altro
svedese, di appena diciassette anni e nove mesi:
è Mats Wilander, che
vince il torneo in finale su Guillermo Vilas, dopo aver dato prova di
grande sportività in semifinale, concedendo ad un infuriato Clerc di ripetere il punto sul match-point
(6-5 al quarto), malgrado l'arbitro, in seguito ad una chiamata contestata di un
giudice di linea, abbia già annunciato il suo successo. A Wimbledon c'è il grande ritorno di
Jimmy Connors, che,
battendo McEnroe in finale, bissa il titolo ottenuto ben otto anni prima. Jimbo fa centro anche agli Us Open, stavolta su Lendl, e torna anche, per
qualche settimana, numero uno del mondo. In Australia si ripete Johan Kriek,
mentre la Coppa Davis è, ancora una volta, americana: gli Stati Uniti battono in
finale, a Grenoble, la sorprendente Francia dei giovani Noah (22 anni) e Leconte
(19). Il Masters, disputatosi nel gennaio successivo, è di Lendl.
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John McEnroe |
1983
È un altro anno senza dominatore, tant'è vero che sul trono
dell'Atp si siedono via via Connors, Lendl e McEnroe, che sarà ancora numero 1 a
fine stagione, mentre la classifica del Grand Prix viene dominata da Wilander.
La prima prova dello Slam, il Roland Garros, vede un vincitore al di fuori di
questo quartetto: Yannick Noah, che fa letteralmente
impazzire i suoi connazionali, battendo in finale Wilander e riportando in
Francia il trofeo 37 anni dopo il successo di Marcel Bernard. A Wimbledon, poi,
arriva sorprendentemente in finale un giocatore quasi sconosciuto, Chris Lewis,
che, però, viene nettamente battuto da John McEnroe, al
suo secondo titolo londinese. A New York è Jimmy Connors a vincere per la quinta
volta gli Us Open, superando, come
nell'82, Lendl in quattro sets. Dicembre è il mese di
Mats Wilander:
il diciannovenne svedese trionfa negli Australian Open, finalmente all'altezza
delle tradizioni, battendo McEnroe in semifinale e Lendl in finale sull'erba di
Kooyong; poi, a Melbourne, vince i suoi due singolari nella finale di Davis con
l'Australia su Cash e Fitzgerald, ma la Svezia deve cedere ugualmente la Coppa.
1984
È il grande anno di John McEnroe, che subisce appena
3 sconfitte in 85 incontri, confermandosi numero 1 Atp di fine
stagione per la quarta volta consecutiva. Una di queste tre sconfitte, però,
costituisce il maggior rammarico della carriera dello statunitense. Avviene,
infatti, al Roland Garros, dove Mac trova come avversario in finale
Ivan Lendl. Il ceco non ha ancora mai conquistato la vittoria in un
torneo dello Slam in carriera, pur essendo alla sua quinta sfida per il titolo.
McEnroe vince i primi due sets nettamente, giocando il suo miglior tennis, poi,
alla distanza, esce fuori il ventiquattrenne di Oslava, che finisce per imporsi
7-5 al quinto. McEnroe, che non iscriverà mai il suo nome nell'albo d'oro
parigino, continua, comunque, a dominare il resto della stagione: lascia appena
quattro games a Connors nella finale di Wimbledon (suo terzo titolo londinese) e
si prende la rivincita su Lendl agli Us Open, suoi per la quarta volta. A
dicembre si registra una clamorosa sorpresa nella finale di Coppa Davis a
Goteborg: i favoritissimi Stati Uniti di Mac e Connors vanno in tilt di fronte
alla Svezia, che conquista il suo secondo trofeo, nove anni dopo quello firmato
Borg. Gli Australian Open vanno, per il secondo anno di fila, al leader
carismatico scandinavo, Mats Wilander.
1985
Dopo quattro anni di primato, McEnroe è costretto ad abdicare, in favore di
Lendl, mentre Wilander fa sua la terza piazza. È proprio Mats a vincere il primo
Slam stagionale, il Roland Garros, infilando ancora una volta i due contendenti,
Mac in semifinale e Ivan in finale. A Wimbledon, invece, accade
l'insospettabile: un giovane tedesco di appena 17 anni e 7 mesi, Boris Becker,
batte tutti e, superando in finale Kevin Curren, fa suo il torneo. A Flushing
Meadows tutto torna nella norma, con semifinali tra i primi 4 del seeding (McEnroe
- Wilander e Lendl - Connors), finale tra i primi due e Lendl, che,
sconfiggendo Mac, fa suo il primo posto mondiale, che manterrà
ininterrottamente per tre anni esatti. Agli Australian Open si fa largo un altro
giovanissimo, il nemmeno ventenne Stefan Edberg, che batte Lendl in semifinale
ed il connazionale Wilander nel match clou, conquistando il titolo. La Coppa
Davis è ancora della Svezia, che, guidata proprio da Mats e Stefan, supera in
finale la Germania di Becker, non senza difficoltà.
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Ivan Lendl |
1986
È un anno atipico nella storia del tennis, visto che si disputano solo tre prove
dello Slam, essendo stata presa la giusta decisione di riportare gli Australian
Open alla classica data di gennaio. John McEnroe, sconfitto al primo turno del
Masters relativo all'85 da Brad Gilbert, decide di prendersi una lunga vacanza
dal tennis: al suo rientro vince tre tornei (Los Angeles, San Francisco e
Scottsdale), ma a fine anno sarà comunque fuori dai primi dieci, per la prima
volta dal 1977. Ivan Lendl vince a mani basse il Roland Garros e gli Us Open, in
finale sugli outsiders Pernfors e Mecir, e si conferma decisamente il miglior
giocatore del mondo. A Wimbledon, però, è costretto a cedere il passo ancora una
volta: conquista sì la sua prima finale in carriera sull'erba londinese, ma cede
in tre sets a Boris Becker, che, così, a nemmeno 19 anni, ha già in tasca due
titoli. La Coppa Davis va all'Australia, guidata da un Pat Cash in grande
spolvero, che, nella finale contro una Svezia priva di Wilander (impegnato in
quei giorni nei preparativi del
proprio matrimonio), batte Edberg in tre sets combattuti e poi rimonta due sets
di svantaggio a Pernfors.
1987
Si comincia con gli Australian Open, riportati alla loro data originaria, che vedono il secondo
successo di Stefan Edberg: lo svedese si vendica in
finale di Pat Cash, da cui aveva perso un mese prima in Davis. Al Lipton
(torneo su cemento americano che si propone di essere un po' il "quinto Slam"), che
si disputa per la prima volta a Key Biscayne, esplode Miloslav Mecir, che batte
addirittura l'indiscusso numero 1 Atp Ivan Lendl. La
primavera dei tornei su terra rossa è tutta di Mats Wilander: lo scandinavo vince per la
seconda volta Monte Carlo e per la prima Roma, presentandosi al Roland Garros
come l'avversario più accreditato per Lendl. La finale parigina, infatti, vede
di fronte proprio Ivan e Mats, ma è il primo ad imporsi, in quattro sets
combattuti. A Wimbledon, Pat Cash gioca il torneo della
vita, esprimendo un fantastico tennis d'attacco e fermando in finale proprio
Lendl, che, dopo l'uscita di Becker al secondo turno con Doohan, aveva davvero
sperato in una vittoria. Ivan fa comunque suoi, per la terza volta consecutiva,
gli Us Open e, per la quinta complessiva, il Masters, sempre in finale su
Wilander. Mats si rifà, trascinando la Svezia ad un altro successo in Davis, 5-0
in finale all'India.
1988
Dopo un triennio di dominio Lendl, il tennis mondiale trova un nuovo
padrone: è Mats Wilander, che disputa una stagione
fantastica, arrivando, il 12 settembre, a scalzare Ivan dalla prima posizione
nella classifica Atp. Wilander comincia subito alla grande, imponendosi per la
terza volta negli Australian Open, dopo una finale terminata 8-6 al quinto
contro l'idolo di casa Pat Cash. Sono le prime avvisaglie che il trono di Lendl
è in pericolo. Mats trionfa anche nel Lipton a Key Biscayne, battendo il sempre
grande Jimmy Connors, ma ha un calo in primavera, quando è invece proprio Lendl
ad aggiudicarsi Monte Carlo e Roma. Al Roland Garros ci si attende la grande
sfida, ma il ceco manca l'appuntamento, cedendo a Svensson nei quarti, e
Wilander ha via libera, sconfiggendo il giovane emergente Agassi in semifinale
(6-0 al quinto) e Henri Leconte in finale. A Wimbledon tramontano i sogni di
Slam per lo svedese, superato nei quarti da Mecir, ma è comunque un suo
connazionale a vincere il torneo: Stefan Edberg, che
batte Boris Becker e, per un breve periodo, appare in grado di inserirsi nella
lotta al primato. Gli Us Open si presentano così come l'appuntamento decisivo
della stagione: Ivan e Mats giungono puntualmente in finale, dove si giocano,
oltre al titolo, la prima poltrona mondiale. È Mats a prevalere, dopo quasi
cinque ore di splendida lotta. Il finale di stagione è di Becker, che vince il
Masters (7-6 al quinto su Lendl) e conduce la Germania ad un sorprendente
trionfo in Coppa Davis sulla Svezia.
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Mats Wilander |
1989
Il 1989 inizia con Mats Wilander in prima posizione mondiale, ma il regno dello
svedese è di breve durata. Infatti, Ivan Lendl si
aggiudica gli Open d'Australia e, approfittando della contemporanea sconfitta
del rivale al secondo turno, ritorna in vetta alla classifica Atp. Mentre Mats,
per mancanza di motivazioni e problemi familiari, è vistosamente in crisi di
risultati, Lendl si presenta nelle vesti di favorito anche al Roland Garros,
dopo aver vinto, tra l'altro, il Lipton ed Amburgo. Negli ottavi di Parigi,
però, Ivan, dopo aver vinto i primi due sets, crolla di fronte al diciassettenne
americano, di evidente origine cinese, Michael Chang,
che lo supera con astuzia. Chang, sullo slancio, va addirittura a vincere il
torneo, in finale su Edberg, che aveva in precedenza eliminato l'argentino
Alberto Mancini (trionfatore a Monte Carlo e Roma) e Becker. A Wimbledon si torna
alle gerarchie consolidate: in semifinale arrivano Becker, Lendl, Edberg ed un
ritrovato McEnroe ed è il tedesco a prevalere, in finale su Edberg.
Boris è in gran forma e lo dimostra anche a Flushing Meadows,
dove, dopo aver annullato due match-points al secondo turno a Derrick Rostagno,
batte Lendl in finale e fa suo il titolo. Becker, dopo aver ceduto il Masters a
Edberg, si ripete in Davis, trascinando la Germania alla seconda coppa
consecutiva, al termine di una nuova finale con la Svezia.
Grande Slam e Coppa Davis: i vincitori
| Anno | Australian Open | Roland Garros | Wimbledon | Us Open | Coppa Davis |
| 1980 | Teacher | Borg | Borg | McEnroe | Cecoslovacchia |
| 1981 | Kriek | Borg | McEnroe | McEnroe | Stati Uniti |
| 1982 | Kriek | Wilander | Connors | Connors | Stati Uniti |
| 1983 | Wilander | Noah | McEnroe | Connors | Australia |
| 1984 | Wilander | Lendl | McEnroe | McEnroe | Svezia |
| 1985 | Edberg | Wilander | Becker | Lendl | Svezia |
| 1986 | non disputati | Lendl | Becker | Lendl | Australia |
| 1987 | Edberg | Lendl | Cash | Lendl | Svezia |
| 1988 | Wilander | Wilander | Edberg | Wilander | Germania O. |
| 1989 | Lendl | Chang | Becker | Becker | Germania O. |