1988: il "Golden Slam" di Steffi Graf


 

Steffi Graf nel 1988

Nel 1988, all'età di appena diciannove anni, Steffi Graf realizza il terzo Grande Slam femminile della storia del tennis, dopo quelli della statunitense Maureen Connolly nel 1953 e dell'australiana Margareth Court Smith nel 1970. La giovane tedesca completa un'impresa senza precedenti, aggiungendo al trionfo nei quattro Major la medaglia d'oro olimpica, conquistata ai Giochi di Seul, in Corea, per quello che verrà ricordato negli annali come lo storico "Golden Slam".

Steffi si affaccia alla stagione '88 da numero uno del mondo, avendo scavalcato nella classifica Wta (allora denominata Wita) la grande Martina Navratilova nell'agosto 1987. A gennaio domina gli Australian Open, di scena nel nuovissimo impianto di Flinders Park, a Melbourne, e per la prima volta con una superficie in cemento anziché quella tradizionale in erba. Nel corso del torneo, la tedesca non cede nemmeno un set e lascia per strada solo 29 games: in finale prevale nettamente su Chris Evert, che aveva sconfitto nel turno precedente proprio la Navratilova.

La Graf fa ancora meglio al Roland Garros: bissa il successo riportato l'anno prima, senza perdere neanche un parziale e stabilisce un primato per il minor numero di giochi ceduti, solo 20 nei sette incontri disputati sulla terra rossa parigina. L'unica ad impegnarla un po' è, in semifinale, l'argentina Gabriela Sabatini, che la costringe al tie-break nel secondo set; poi, in finale, Steffi umilia la giovanissima sovietica Natalia Zvereva con un terrificante e spietato doppio 6-0.

A Wimbledon tutto pare filare liscio come al solito: la Graf accede al match clou senza consumare una goccia di sudore di troppo, lasciando per strada 17 giochi. In finale, però, l'attende Martina Navratilova, ben decisa a difendere quel titolo che è suo da ben sei edizioni consecutive (otto in totale). La cecoslovacca naturalizzata americana parte bene, strappa alla rivale il primo set e, per un attimo, sembra avviata a replicare la vittoria ottenuta contro Steffi nel big match di dodici mesi prima. La tedesca, però, non ha alcuna intenzione di rinunciare al sogno - Slam, innesta il turbo e domina i due parziali successivi. È lei ad alzare al cielo londinese il trofeo: Martina dovrà attendere altri due anni prima di conquistare la clamorosa nona affermazione.

Siamo agli US Open, dove Steffi si affaccia con già tre quarti di Slam in tasca: l'attesa è grande, l'evento pare ineluttabile. In effetti, le aspettative della vigilia non vanno deluse: ancora una volta, la diciannovenne di Brühl accede alla finale newyorkese senza colpo ferire, in virtù della propria schiacciante supremazia. Non deve nemmeno scendere in campo per la semifinale, in quanto la sua avversaria designata, Chris Evert, è costretta al forfait per infortunio. Nel big match, la Graf trova dall'altra parte della rete Gabriela Sabatini: la sudamericana lotta, cede il set iniziale, ma riesce a pareggiare i conti nel secondo. Steffi, tuttavia, è consapevole dell'enorme opportunità che le si sta presentando e travolge implacabilmente l'avversaria nel parziale decisivo. È Grande Slam!

Il passaggio di consegne a Wimbledon ed il suggello - Slam agli US Open

Un paio di settimane più tardi, l'indiscussa numero uno del mondo atterra in Corea del Sud, per partecipare ai Giochi Olimpici di Seul, dove il tennis è finalmente riammesso con tutti i crismi. Steffi, in verità, era già stata presente nell'edizione di Los Angeles, quattro anni prima, e, ad appena quindici anni, si era aggiudicata la medaglia d'oro, ma, nell'occasione, lo sport della racchetta era ancora considerato (paradossalmente per una disciplina da tempo diffusa in tutto il mondo) evento "dimostrativo". Il torneo olimpico è l'ennesima cavalcata vincente, anche se, a sorpresa, la tedesca è costretta a cedere un set, nei quarti, alla sovietica Larissa Savchenko. Si tratta solo di un piccolo incidente di percorso, come ben dimostrano la semifinale con la statunitense Zina Garrison (sconfitta 6-2 6-0) e la finale, dove la Sabatini si arrende con un doppio 6-3. Dopo il Grande Slam, l'oro ai Giochi: per l'occasione viene coniata la definizione di "Golden Slam".

Steffi Graf, con il suo gioco completo fondato su un ottimo servizio e su un diritto esplosivo, continuerà a dominare il tennis anche negli anni a venire, pur non riuscendo più a realizzare lo Slam: in quattro occasioni (1989, 1993, 1995, 1996) vincerà tre prove, ma non la quarta. Ventidue, complessivamente, i suoi titoli nei Major, ottenuti nel corso di una carriera irripetibile terminata nel 1999, con un nuovo trionfo al Roland Garros (in un'incredibile finale con l'elvetica Martina Hingis) ed una finale a Wimbledon (ceduta all'americana Lindsay Davenport).

 

Il cammino di Steffi Graf verso il Grande Slam 1988

Australian Open Roland Garros Wimbledon Us Open
1 A. Jonsson 63 61 N. Guerree 60 64 Hu Na 60 60 E. Minter 61 61
2 J. Thompson 60 61 R. Reis 61 60 J. Quentrec 62 60 M. Bollegraf 61 60
3 C. MacGregor 61 62 S. Sloane 60 61 R. Phelps 63 61 N. Herreman 60 61
4 C. Lindqvist 60 75 N. Tauziat 61 63 M.J. Fernandez 62 62 P. Fendick 64 62
Q H. Mandlikova 62 62 B. Fulco 60 61 P. Paradis 63 61 K. Maleeva 63 60
S C. Kohde 62 63 G. Sabatini 63 76 P. Shriver 61 62 C. Evert w.o.
F C. Evert 61 76 N. Zvereva 60 60 M. Navratilova 57 62 61 G. Sabatini 63 36 61

 


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