I fratelli Abbagnale


 

I mitici fratelloni del remo, Carmine e Giuseppe Abbagnale, sono stati indubbiamente fra gli sportivi italiani più popolari degli anni Ottanta, grazie anche alle frenetiche e indiavolate telecronache di Gian Piero Galeazzi, che ha raccontato le loro gesta con uno stile unico divenuto ormai celebre ed oggetto di “culto”.

Carmine e Giuseppe esultano con Peppiniello

Nati a Pompei (Giuseppe il 25 agosto 1959, Carmine il 5 luglio 1962), alti, possenti, determinati, tecnicamente validissimi e con uno straordinario affiatamento, i fratelloni diventano famosi nel 1984, quando si presentano alle Olimpiadi di Los Angeles, forti già di due titoli mondiali conquistati nella loro specialità, il due con, guidati come sempre dall’inseparabile piccolo grande timoniere salernitano Giuseppe Di Capua, per tutti Peppiniello. La sfida lungo i duemila metri del bacino di Lake Casitas appare tostissima, ma gli Abbagnale, che godono dei favori del pronostico, non si lasciano intimorire dalla responsabilità di dover riportare dopo sedici anni il canottaggio azzurro sulla cima di Olimpia: con un ritmo inaccessibile per gli avversari, vanno subito in testa e dominano la gara, staccando all’arrivo di oltre cinque secondi la Romania, più diretta inseguitrice.

Anche se la disciplina nella quale si cimentano non è fra le più diffuse (specie per gli enormi sacrifici che comporta, a fronte di soddisfazioni spesso solo morali), negli anni seguenti la loro popolarità aumenta a dismisura, di pari passo con i successi conseguiti: nell’88, a Seul, arriva una seconda medaglia d’oro olimpica, conquistata superando di quasi due secondi la Germania Est (assente per il boicottaggio quattro anni prima) e di tre la Gran Bretagna. È proprio un equipaggio inglese, a Barcellona nel ’92, ad interrompere la loro straordinaria serie di vittorie: i fratelli Jonathan e Greg Searle, con il timoniere Garry Herbert, li precedono di un secondo sul traguardo, al termine di una gara emozionante e tiratissima.

Due ori ed un argento alle Olimpiadi, ben sette titoli del mondo (’81, ’82, ’85, ’87, ’89, ’90, ’91), più due secondi posti (’86, ’93) ed un terzo (’83): un bilancio semplicemente strepitoso. Fra l’altro, dopo il ritiro di Giuseppe, Carmine otterrà nel ‘94 una nuova piazza d’onore iridata nel due con, assieme a Gioacchino Cascone, sotto la guida di Cirillo.

Questa inimitabile famiglia campana donerà poi al canottaggio azzurro un nuovo talento: Agostino, fratello minore di Carmine e Giuseppe, che conquisterà ben tre ori ai Giochi Olimpici (nell’88 e nel 2000 nel quattro di coppia, nel ’96 nel due senza). Le imprese degli Abbagnale hanno coinvolto ed appassionato tutta l’Italia per oltre un decennio, facendo entrare i fratelloni nell’immaginario collettivo come fulgido esempio di dedizione e forza di volontà.

 


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