True
Il Neoromanticismo è un movimento musicale che nasce a Londra nel 1979. La scena, in quel momento, era dominata da tre grandi correnti di pensiero: il Punk (che aveva nei Sex Pistols i suoi rappresentanti più noti), il Reggae (la cui filosofia era stata diffusa in tutto il mondo dal carismatico Bob Marley) e la Disco Music, che aveva “incendiato” le discoteche di tutto il pianeta (di due anni prima l’enorme successo di "Stayin' Alive" dei Bee Gees, colonna sonora de "La Febbre Del Sabato Sera").
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Look da duri per i primi Spandau |
Il movimento Neoromantico, destinato a dominare gli anni 80, si inserisce in questo scenario e nasce soprattutto come reazione al Punk. La musica deve tornare a svolgere un ruolo di intrattenimento e riportare al centro dell’attenzione le tematiche legate ai sentimenti e all’amore là dove, invece, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, era divenuta portatrice di messaggi di rivolta ed aveva assunto nei modi una certa violenza. In questo senso anche l’estetica cambia: non più creste colorate sulle teste dei ragazzi, ma tagli di capelli classici e compassati; niente più abiti stracciati, borchie e spille, ma giacca, cravatta ed impermeabili lunghi con le spalline, niente più atteggiamenti aggressivi ma sguardi languidi e malinconici.
Gli Spandau Ballet (Tony Hadley, ottimo cantante e carismatico leader, i fratelli Gary e Martin Kemp rispettivamente alla chitarra e al basso, Steve Norman sassofono e percussioni, John Keeble alla batteria) nascono sull’onda di questo movimento (che aveva tra i suoi punti di ritrovo, a Londra, locali storici come il Blitz e il Billy’s) e ne diventano, insieme ai Duran Duran, agli Ultravox (ricordate la bellissima “Vienna”?) e ai Visage (autori della suggestiva “Fade To Gray”), i maggiori rappresentanti.
All’inizio della loro folgorante carriera, gli Spandau si dedicano soprattutto alle esibizioni dal vivo suonando davanti ai loro fan più accaniti (ragazzi che per la maggior parte arrivano dalle periferie); poi, nel 1980, arriva la svolta: ottengono un contratto discografico con la Chrysalis. Esce così, in quello stesso anno, il loro primo album intitolato "Journeys To Glory" che contiene la bellissima "To Cut A Long Story Short" (uscita anche come singolo e video), un pezzo dall’arrangiamento teso ed essenziale, decisamente New Wave, che raggiunge la quinta posizione nelle classifiche inglesi. L’album riscuote subito un grande successo. Segue "Diamond" nel 1981, che però, nonostante "Chaint # One" si comporti molto bene nelle classifiche di vendita, viene accolto freddamente da critica e pubblico rappresentando, alla fine, un mezzo passo falso per la band.
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Tony Hadley |
Ma la gloria è dietro l’angolo: il 1983, infatti, si rivela un anno davvero magico per Tony Hadley e soci poiché la pubblicazione del terzo album, intitolato semplicemente "True", li porta a spopolare nelle classifiche di mezzo mondo e ad esibirsi in un tour che fa registrare ad ogni tappa il tutto esaurito e durante il quale suonano anche alla Royal Albert Hall a Londra.
Gli arrangiamenti di questo magnifico disco, prodotto da Steve Jolley e Tony Swain e lanciato sul mercato nel gennaio del 1983, sono più tesi ed essenziali rispetto a quelli un po’ pretenziosi e ridondanti di "Diamond". Per la prima volta Steve Norman suona il sassofono, strumento che da quel momento in poi, diviene un vero e proprio marchio distintivo della band.
Il singolo che precede l’album è "Lifeline", una canzone molto gradevole, dove in primo piano, oltre alla voce di Tony, troviamo le tastiere e la chitarra (con i cori che si inseriscono solo sul ritornello) ed il sassofono di Steve a sottolineare i momenti salienti della melodia. "Communication", la successiva fatica, segue la scia tracciata di "Lifeline", ma con in più un ritornello molto azzeccato che cattura subito l’attenzione dell’ascoltatore. Entrambi i pezzi ottengono un discreto successo nelle classifiche.
Ma è "True", uscita come terzo singolo, a lanciare l’omonimo album nel firmamento musicale degli anni Ottanta e a decretare l’ingresso degli Spandau nell’olimpo del pop rock. Questo meraviglioso brano, melodico e romantico, dolce ed intenso al tempo stesso, perfetta colonna sonora per le storie d’amore di milioni di adolescenti, in cui la voce calda ed armoniosa di Tony duetta con la chitarra di Gary, raggiunge infatti il primo posto nelle classifiche inglesi ed ottiene uno straordinario successo anche sul mercato americano, facendo così degli Spandau Ballet, fino a quel momento band di culto, delle vere e proprie rockstar a livello planetario.
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La band in uno splendida immagine b/n |
Anche la successiva "Gold", un pezzo molto incisivo, dove Tony Hadley mette in mostra tutte le sue doti canore e che contiene nel testo un messaggio di grande positività, va benissimo raggiungendo il secondo posto nelle classifiche inglesi, contribuendo in maniera decisiva alle vendite dell’album.
Gli altri pezzi contenuti in "True", oltre a "Foundation" e "Heaven is A Secret", sono la notevolissima "Code Of Love", una ballata molto dolce ed intensa ma non priva di ritmo, dove il sassofono di Steve si inserisce senza difficoltà nei fraseggi fra piano e tastiere ed accompagna romanticamente il finale che va lentamente sfumando, e "Pleasure", secondo brano in scaletta, una canzone veloce, leggera, molto evocativa nel sound e dal testo ricco di immagini suggestive, sostenuta da percussioni vivaci ma non invadenti ed in cui la voce di Tony rincorre la melodia su e giù, lasciando in un secondo momento il giusto spazio al sax di Steve.
"True" è un album assolutamente fondamentale nella musica degli anni Ottanta: bellissimo, intenso, romantico, non può certo mancare in una discografia che si rispetti.