Rum, Sodomy & The Lash
Sboccati, romantici, teneri, violenti, irriverenti, punk, folk: i Pogues sono stati tutto questo e anche di più. Il nome della band deriva dalla contrazione di una frase, Pòg mo Thòin, che in gaelico significa baciami il culo!
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I Pogues in uno dei loro fantastici live |
Shane MacGowan (nato il 25 dicembre 1957), cantante del gruppo, dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Irlanda, nel 1977 si trasferisce da solo a Londra dove si mantiene lavorando in un negozio di dischi e si immerge completamente nel movimento punk che domina la scena in quel periodo: una foto dell’epoca lo ritrae tutto insanguinato tra il pubblico mentre assiste ad un concerto dei Clash (curiosamente, in seguito, Joe Strummer, leader del famoso gruppo londinese, collaborerà attivamente con i Pogues senza tuttavia diventarne mai un membro effettivo).
Grande appassionato di musica, poeta grezzo e “maledetto”, geniale e grintoso, Shane decide di formare una band che chiama The Nipple Erectors (più tardi ribattezzata The Nips) e si indirizza subito sul genere pop-folk, eseguendo canzoni della tradizione popolare irlandese, però riviste e proposte in chiave più moderna. Gli strumenti utilizzati, comunque, sono quelli classici della folk-music: banjo, mandolino, chitarra, violino, flauto e tamburello.
Solo nel 1982, nella zona di King’s Kross a Londra, si formano i Pogues, che ottengono un contratto discografico con la Stiff. La loro missione dichiarata è quella di “suonare canzoni folk-irlandesi davanti ad un pubblico rock”. L’esperimento ha successo: tutte le volte che Shane e soci si esibiscono dal vivo infiammano la platea ed il loro primo album, “Red Roses For Me”, del 1984, viene accolto molto positivamente; ma è nel 1985 che arriva la consacrazione (anche a livello internazionale).
Esce infatti in quell’anno “Rum, Sodomy And The Lash”, registrato presso gli Elephant Studios di Londra e prodotto da Elvis Costello. La copertina è già tutta un programma: vi è raffigurato un dipinto di Thèodore Gériacault (La Zattera Della Medusa) ma i personaggi al posto di quelle originali, hanno le facce dei membri della band!
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Shane MacGowan trascina il pubblico |
Il disco contiene tredici pezzi di alto livello ed è, in definitiva, bellissimo. I Pogues sono forse nella loro formazione migliore: Shane MacGowan alla voce, Jem Finer al banjo, James Fearnley alla fisarmonica, Cait O’Riordan al basso, Andrew Ranken alla batteria, Spider Stacy al flauto, Philip Chevron alla chitarra.
In un certo senso, “Rum, Sodomy And The Lash” (frase ripresa da Winston Churchill che amava ripetere: “Don’t talk me about naval tradition: it's something about rum, sodomy and the lash”) può essere definito un concept-album, sia dal punto di vista musicale (i tredici brani hanno tutti un suono tradizionale e, anzi, alcuni sono dei rifacimenti di classici della canzone folk irlandese) sia da quello sostanziale: i personaggi raccontati dalla penna di Shane MacGowan (alcolizzati, prostitute, vagabondi) vivono spesso ai margini della società, ma sono sempre molto genuini e carichi di una straordinaria umanità.
Vero capolavoro dell’album è “Dirty Old Town”, uno dei brani più famosi del repertorio musicale classico dell’Isola di Smeraldo, originariamente scritto da Ewan McCall e qui riproposto in versione aggiornata: senza dubbio la migliore che sia mai stata realizzata di questo pezzo così intenso e significativo. Eccellenti sono anche “A Pair Of Brown Eyes”, una ballata dolce e romantica (uscita anche come singolo), e “Sally MacLennane”, due veri classici della band, che mettono in luce tutta l’abilità e la grandissima vena poetica di Shane.
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L'ardore di Shane |
Scatenata ed irriverente è “The Sick Bed Of Cuchulainn”, mentre molto suggestiva è “The Old Main Drag”. “Wild Cats Of Kilkenny” è un pezzo solo strumentale, e veramente mitica e commovente è “And The Band Played Waltzing Matilda” (posta a chiusura dell’album) originariamente scritta da Eric Bogle e di cui Shane MacGowan ci regala un’interpretazione davvero intensa. “A Pistol For Paddy Garcia” è un altro strumentale che si avvicina però al country americano.
Anche le restanti canzoni (“I Am A Man You Don’t Meet Every Day”, “Jesse James”, “Navigator”, “Billy’s Bones”, “The Gentleman Soldier”) sono tutte di ottima fattura.
“Rum, Sodomy And The Lash” ottenne un discreto successo nel Regno Unito, dove entrò nella top 20 (ma anche negli Stati Uniti, dove nel 1987 i Pogues intrapresero una tournée come band di supporto degli U2), ed è considerato il miglior album del gruppo capitanato da Shane MacGowan, insieme al più famoso “If I Should Fall From Grace With God” del 1988.