October
Nel 1981, a distanza di un anno dall’album d’esordio, intitolato "Boy", gli U2 (Bono Vox alla voce, The Edge alla chitarra, Adam Clayton al basso e Larry Mullen Junior alla batteria) realizzano "October", registrato ai Windmill Lane Studios di Dublino, prodotto da Steve Lillywhite e distribuito come il suo predecessore dalla Island Records.
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Da sin.: Larry, Bono, Adam e The Edge |
Si tratta di un lavoro bellissimo, intenso, dal sound incredibilmente suggestivo che riesce nell’intento di mescolare l’influenza della New Wave, l’energia del rock e le atmosfere neoromantiche molto in voga in quel momento.
L’album esordisce in maniera memorabile con la prima traccia, "Gloria" (uscita come singolo), un brano energico dove la parte ritmica formata da una solida linea di basso e batteria è accompagnata dai fraseggi molto incisivi della chitarra di The Edge. Bono Vox interpreta il testo con molto trasporto rendendo la canzone qualcosa di veramente unico.
Segue "I Fall Down", la quale si apre con un romantico giro di accordi, suonati al pianoforte, che precede l’inserimento della batteria. Il ritmo non è molto elevato poiché si tratta di una canzone d’amore molto struggente. Il testo è cantato in maniera armonica e solo sul ritornello diviene un vero e proprio grido intenso e cupo: quando la musica riprende il sopravvento sulle parole, ecco che torna il pianoforte a puntellare la struttura del brano in maniera impeccabile.
Il terzo brano in scaletta è "I Threw A Brick", un pezzo di non facile assimilazione dall’incedere lento ed incalzante, sorretto in gran parte dalla chitarra che ne intesse la melodia, per poi lasciare spazio al basso e alla batteria quando il testo finisce.
"Rejoice" è di nuovo un passaggio grintoso che rincorre la scia di "Gloria" ed in cui la voce di Bono lancia la chitarra di The Edge mentre, sullo sfondo, senza essere mai invadente, trova libero sfogo la batteria di Larry Mullen Jr.
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Il rock d'Irlanda lungo le sponde |
La quinta traccia in scaletta è "Fire" (altro singolo del disco), in cui Bono duetta con il coro, sorretto dalla chitarra che diventa protagonista sul finale, interamente strumentale, che va poi lentamente sfumando.
Arriva poi "Tomorrow", uno dei tasselli più suggestivi del disco. Lenta, intensa, melodica. Una delle migliori interpretazioni di Bono Vox, sentita ed emozionante, sostenuta quasi per intero dal basso di Adam Clayton. Il suono di questo piccolo capolavoro è rarefatto e delicato, salvo poi sterzare verso la fine in una piccola grande esplosione, spostando l’asse sonoro dal romanticismo al Rock.
E’ il momento di sferrare l’attacco decisivo: ecco allora la title-track, "October", un vero capolavoro. Un pezzo suonato al solo pianoforte. Una ballata commovente e sincera, breve ed indimenticabile, forse non molto conosciuta dal grande pubblico, ma che sicuramente entra di diritto nell’olimpo della produzione della band di Dublino.
Il ritmo si alza di nuovo con un pezzo successivo che strizza l’occhio alla scena New Wave: "With a Shout". Molto bella la linea di basso ed armonioso il suono della chitarra.
E’ poi la volta di "Stranger in A Strange Land", brano che richiama suggestioni lontane di un incantato spirito celtico, affidandosi all’ interpretazione vocale di Bono come sempre intensa e passionale.
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Bono & Co. si divertono |
"Scarlet", il penultimo pezzo, è una vera perla. Lenta e rarefatta, con la voce di Bono Vox che sembra giungere da un luogo remoto nella nostra memoria, sorretta dalle percussioni di Larry e puntellata dalla chitarra di The Edge, è un brano d’atmosfera più unico che raro, davvero carico di suggestione, uno dei più belli in assoluto del disco.
Si chiude con "Is That All?", canzone in cui la band sembra ritrovarsi dopo aver intrapreso un lungo viaggio nei sentimenti, nel dolore e nelle atmosfere più dolci e romantiche.
"October" non è l’album più venduto degli U2 (raggiunse solo la posizione numero undici nelle classifiche inglesi), non è nemmeno il più conosciuto, ma certamente è tra i più validi ed intriganti. Passionale, delicato, coraggioso, spirituale, in definitiva unico, è certamente uno dei dischi più importanti degli anni Ottanta.