Face Value


 

La silhouette di Phil Collins

"I can feel it coming in the air tonight, Oh Lord / I've been waiting for this moment, all my life, Oh Lord"...

Con questi versi ermetici e intriganti inizia, nel dicembre del 1980, la carriera solista di Phil Collins, già notissimo sulla scena musicale internazionale per essere stato prima il batterista e poi, dopo l'abbandono di Peter Gabriel, anche il front-man di una band fondamentale come i Genesis.

La canzone è "In The Air Tonight", un brano ipnotico e irresistibile, con delle atmosfere rarefatte e un testo arduo da decifrare. Quando lo scrisse, il formidabile artista britannico stava vivendo un periodo difficile della sua vita e tantissime furono le interpretazioni sui significati reconditi delle sue parole.

“Non so di cosa parli questa canzone", ha ammesso una volta Collins, con aria disarmante. "Quando la stavo scrivendo ero nel bel mezzo di un divorzio, e l’unica cosa che posso dire è che ovviamente ci ho messo la mia rabbia. È la parte collerica, o il lato amaro di una separazione. È questo che rende più comiche tutte le storie che hanno iniziato a circolare parecchi anni fa, specie in America: mi si avvicinavano e mi chiedevano “Ma davvero hai visto qualcuno annegare (“drowning”)?” Io rispondevo “No, sbagliato”. E poi, ogni volta che sono tornato in America, la storia diventava sempre più elaborata. È così frustrante, perché questa è l’unica canzone che abbia mai scritto della quale non conosco veramente l’argomento!”.

Comunque, al di là di cosa davvero volesse significare, la canzone raggiunse un meritatissimo successo planetario, anche grazie alle notevolissime e affascinanti innovazioni di cui era permeata. Il suono ripetuto e improvviso di una drum machine (una Roland CR-78) a scandirne il ritmo in modo sostenuto dopo un paio di minuti di più riflessivo e oscuro monologo interiore; le chitarre elettriche a sottolinearne la drammaticità di alcuni passaggi; la tensione che cresce fino all'esplosione finale, quasi un grido disperato.

"In The Air Tonight" (di  cui è contenuta un'altra versione da brividi nel disco "Serious Hits... Live!", del 1990, che testimoniava la fortunatissima tournée seguita a "... But Seriously") lanciò così nel migliore dei modi il primo validissimo album dell'allore trentenne Phil, "Face Value", uscito nel febbraio 1981. Oltre al primo singolo, erano altri undici i pezzi contenuti: "This Must Be Love", "Behind The Lines", "The Roof Is Leaking", "Droned", "Hand In Hand", "I Missed Again", "You Know What I Mean", "Thunder And Lightining", "I'm Not Moving", "If Leaving Me Is Easy" e "Tomorrow Never Knows", quest'ultima cover di una canzone dei Beatles.

Un Phil Collins più scanzonato

Un lavoro splendido, raffinato, intenso, permeato di gran classe, sia nei brani più lenti e romantici, sia in quelli più rabbiosi e determinati. Spesso le liriche sono amare, così come amaro era il momento della vita vissuto all'epoca dal cantante e autore, ma a volte emerge, seppure senza fare troppo rumore, una sottile speranza di riuscire a farcela, di andare ancora avanti nel travagliato cammino della vita.

È un album che va ascoltato con calma, assaporato lentamente, che ti avvolge e ti entra dentro in modo delicato e irresistibile, scavando nelle emozioni e riportando a galla vecchi ricordi che si credevano ormai dimenticati, sensazioni che parevano sopite e nascoste sotto lo strato superficiale delle noiose e sterili incombenze della vita quotidiana.

"Face Value" segnò dunque l'inizio di una straordinaria carriera solista, che portò Phil Collins a dominare gli interi anni Ottanta con una serie di album sempre più azzeccati, accompagnati da numerosissimi singoli trascinanti e indimenticabili (tra i quali ricordiamo, a puro titolo di esempio, "I Don't Care Anymore", "Against All Odds", "One More Night", "Take Me Home", "Don't Lose My Number", "Another Day in Paradise" e "I Wish It Would Rain Down": ovviamente, se ne potrebbero citare molti altri).

Al contempo, Phil riuscì nell'impresa di non trascurare affatto i Genesis, assieme ai quali, anzi, realizzò nel 1986 l'album più venduto della loro lunghissima storia, "Invisible Touch", anch'esso caratterizzato da un'incredibile serie di "Hit Singles". Insomma, il decennio in questione fu davvero un periodo d'oro per Collins, che raccolse enormi e meritati consensi in tutto il mondo. E pensare che, almeno per quanto riguarda il lato solista, tutto era iniziato con un divorzio...

 


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