Electric Cafe
di Massimo Carloni
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I Kraftwerk, l'elettronica applicata al pop |
I Kraftwerk sono stati fra i primi a credere fermamente nell'elettronica applicata alla musica pop, a partire da un'epoca (la prima metà degli anni '70) in cui ciò sembrava un mezzo utopistico, freddo, non in grado di trasmettere sentimenti, pensieri.
Hanno portato avanti quel discorso con costanza incrollabile, e con la ferma volontà di diffondere e rendere popolare una nuova via nella musica europea, differente dalle altre e ricca di idee innovative. Proprio questo loro sforzo in direzione di una costante innovazione caratterizza in particolar modo la gestazione del disco di cui andiamo a parlare, "Electric Cafe", del 1986.
Alla fine del 1981, Ralf Hutter, Karl Bartos, Wolfgang Flur e Florian Schneider portano a termine la tournée mondiale di "Computer World", uscito in quell'anno; uno fra i loro album più amati, dove i ritmi si fanno più serrati, i mantra acquistano in alcuni casi venature vagamente apocalittiche, dove, per la prima volta, alcune delle voci sintetiche che vi si possono ascoltare sono prodotte da computers, e non solo filtrando le voci di Ralf o Florian con un vocoder, quindi l'uso delle "macchine" si fa sempre più spinto.
Terminato tale tour, dopo un breve periodo di riposo, il Gruppo si rimette al lavoro su un nuovo album, che raccolga degnamente l'eredità di “Computer World”.
Il lavoro procede come al solito nel più assoluto riserbo, cosa che denota un aspetto importante dei Kraftwerk: il loro considerarsi come operai del suono, dediti esclusivamente alla produzione della loro musica, senza lasciar spazio all'apparire.
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Il gruppo durante l'esibizione a "Domenica In" nel 1981 |
Nel 1983 l'album è pronto, ed è stato scelto il titolo, “Technopop”. Il vinile contiene quattro tracce: sul lato A, il solo lungo brano che dà il titolo al disco; sul lato B, i brani "Sex Objekt", "The Telephone Call" e "Tour de France". Quest'ultimo pezzo viene scelto come singolo per anticipare l'uscita dell'album, e viene pubblicato in versione 45 giri, nelle versioni in tedesco e francese, in vari remix. Tale singolo celebra la nuova passione del Gruppo (ma più di Ralf e Florian) per il ciclismo. Intanto si lavora sulla copertina dell'album, per cui si sceglie una grafica retrò: i quattro musicisti disegnati in veste di ciclisti in volata, di 3/4 dall'alto, come sulla copertina del singolo "Tour de France", ma in questo caso su un fondo color avana chiaro (anziché il Tricolore francese del singolo) su cui campeggia la scritta "Technopop", in caratteri vecchio stile. All'interno abbiamo delle foto del Gruppo, insieme e singolarmente, tratte dalla loro esibizione di "Pocket Calculator" nella trasmissione di Rai 1 "Domenica in", cui vennero invitati nel 1981.
Tutto è pronto per l'uscita nei negozi, ma poi si decide per lo stop: il disco viene sospeso. Riflessioni fatte da più parti portano ad una conclusione sul perché di quella decisione. Probabilmente il Gruppo non lo trovava un prodotto realmente innovativo, un passo avanti rispetto al precedente. In più, tale disco è stato realizzato con apparecchiature e tecnologia analogiche, proprio quando cominciavano ad essere disponibili strumenti digitali per la produzione musicale. Così, lasciando il singolo "Tour de France" orfano dell'album che doveva anticipare, i Kraftwerk si misero al lavoro per rielaborare le loro strumentazioni in digitale, ristrutturando il loro studio di registrazione, il "Kling Klang" di Dusseldorf. E per riprodurre il loro nuovo album in digitale.
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La copertina interna di "Electric Cafe", con le teste dei manichini |
Nel 1986 abbiamo il prodotto definitivo delle loro fatiche; all'ultimo si decide di cambiarne il titolo in "Electric Cafe". Già dalla copertina si denota il deciso cambio di rotta, in direzione del digitale: le teste dei musicisti riprodotte al computer, con le superfici dei volti poliedriche, carnagione blu, su fondo nero. Per realizzare tale grafica si rivolsero alla giovane Rebecca Allen, del New York Institute of Technology.
All'interno si ha un'immagine delle teste dei loro quattro celebri manichini, fissate su un treppiedi, e delineate morfologicamente da curve di livello adesive, molto impressionante. Da queste, scansionate, sono stati tratti i loro ritratti digitali, che ritroviamo anche sulla busta interna del disco, come disegni al tratto bianco su fondo nero. Sul retro di copertina, un piccolo tocco di ironia: la stessa immagine del fronte, ma logicamente con le teste viste di nuca.
La scaletta dei brani riflette l'elaborazione subita nei tre anni di lavoro: sul lato A, dallo sviluppo del brano "Technopop" abbiamo "Boing Boom Tschak", dove la voce di Florian, registrata così com'è ed immessa in un computer, ripete ossessivamente il tilolo del pezzo, variandolo e mixandolo, in maniera sempre più concitata e sovrapponendo più voci.
Poi c'è "Technopop", accorciata rispetto alla versione '83, resa meno melodica e più industriale, semplificata e concettuale, con la voce al naturale di Ralf che recita il testo, fatto di riflessioni ed enunciazioni sul concetto di musica proprio dei Kraftwerk. Parte del testo viene ripetuto anche da voci computerizzate.
Subito dopo c'è "Musique non stop", dove i bassi si fanno potenti, il ritmo più serrato, per certi versi più fruibile, dove voci sintetiche vagamente femminili pronunciano "music non stop", "techno", "pop", e dove un computer, con un timbro davvero inquietante, pronuncia, con qualche difficoltà per la S, il titolo del brano.
Questi tre pezzi sono collegati fra loro, sia dalla metrica, sia dal concetto: in tutti e tre si ascolta il mantra "music non stop, technopop", e si può dire che i Kraftwerk per la prima volta esprimano a parole la loro idea di cosa è la musica elettronica, e di quale direzione prenderà.
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Rebecca Allen, ottimo lavoro sulla grafica |
Anche sul lato B abbiamo delle variazioni rispetto all'83: "Sex Objekt" e "The Telephone Call" vengono invertite di posizione, e al posto di "Tour de France", uscita ormai tre anni prima, c'è "Electric Cafe", da cui prende titolo l'album.
"The Telephone Call" parla di una sorta di incomunicabilità fra persone, che cercano di dialogare fra loro senza riuscirci, della difficoltà di esprimersi con gli altri; per far questo, oltre al testo cantato per la prima ed unica volta da Karl, vengono utilizzati una moltitudine di campionamenti di suoni tipicamente telefonici, dal "tut-tut" che ascoltiamo portando all'orecchio la cornetta, ai suoni emessi durante la composizione di un numero su un telefono a toni, fino allo scorrere di un disco numerico di un vecchio telefono tradizionale; significative del concetto espresso nel brano sono poi le riproduzioni degli avvisi di servizio delle compagnie telefoniche, in varie lingue, che non ripetono altro che "il numero chiamato non è corretto", che "la chiamata non può essere inoltrata", "riprovare più tardi", ecc.
"Sex objekt" rappresenta una chiara presa di posizione da parte del soggetto narrante, che dichiara alla sua partner di non voler essere più il suo oggetto sessuale, il suo giocattolo usato e buttato via, preso in giro e dimenticato. Anche qui i rapporti interpersonali hanno un ruolo narrativo essenziale, ed anche qui, al testo cantato con voce naturale da Ralf, fanno da contrappunto voci computerizzate (una anche chiaramente femminile, cosa rara nelle canzoni dei Kraftwerk) che esprimono assieme il dubbio, la voglia e il rifiuto di incontrarsi ("no, no, no, no! why? maybe, perhaps, yes!"). Da notare che, nel pezzo, si possono ascoltare le simulazioni di un basso funky (come nel precedente singolo "Tour de France") e di un quartetto d'archi (per la prima volta nei loro brani).
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La copertina dell'abortito album "Technopop" |
Poi c'è "Electric Cafe", dove si torna a parlare del ruolo della musica elettronica nel pop, elogiandola nelle sue prerogative ("musica elettronica, figura ritmica, arte, politica dell'era atomica", recitato in italiano da una voce sintetica), anche qui con ritmo sostenuto, con l'aggiunta di timbri più oscuri e inquietanti.
In definitiva un gran disco, forse sottovalutato dalla critica, non fra i più citati dai fans dei Kraftwerk, probabilmente per la sua brevità (in tutto sono circa 45 minuti di musica, e per questo qualcuno lo definisce come una semplice suite di "Computer World") e per il fatto che non venne promosso come meritava, dato che il gruppo non lo portò in tournée (a mio modesto parere, sbagliarono a non fare una sia pur piccola serie di concerti) e si limitò a parlarne in poche conferenze stampa. Bisogna però tenere conto che lo fecero per mettersi subito al lavoro: bisognava tramutare in digitale anche il resto del loro superbo repertorio.
CURIOSITÀ
- "Electric Cafe" è
l'unico disco dove il gruppo parla della sua musica, e di rapporti e sentimenti
umani.
- Nella scaletta originaria del disco "Technopop", sul lato B, i brani "The
Telephone Call" e "Tour de France" erano consecutivi. Chi li possiede entrambi,
ascoltandoli, noterà che la base ritmica, alcuni suoni, e parte della melodia
sono identici, nella tipica filosofia dei Kraftwerk di imparentare più brani di
una stessa facciata con caratteristiche comuni. Ascoltando l'una, vi si può
fischiettare o cantare sopra il motivo dell'altra.
- Se volete ascoltare un assaggio dell'abortito album "Technopop", cliccate
qui:
vi troverete due brevi demo del brano omonimo e di "Sex Object", nelle versioni
originarie analogiche, molto simpatiche.
- Se volete vedere il video del brano "Musique Non Stop", cliccate
qui: introdotto da
una breve versione di "Boing Boom Tschak", dove si vedono le animazioni delle
immagini della copertina dell'album, un video secondo me bellissimo.
- Se volete vedere il video di "The Telephone Call", cliccate
qui: in questo
caso nella versione tedesca "Der Telefon Anruf", leggermente riarrangiata, bel
video in bianco e nero dove vediamo Ralf, Karl, Wolfgang e Florian recitare in
prima persona.
- Nelle note di copertina, fra gli ingegneri del suono, figura Henning Schmitz,
che diverrà poi componente dei Kraftwerk, sostituendo Karl Bartos.
- C'è chi sostiene che dell'album "Technopop", mai uscito, sia stata stampata
qualche copia, e che quindi sia possibile reperirlo. Effettivamente è possibile
reperire in rete le riproduzioni non solo della copertina esterna, ma persino
delle immagini sulla busta interna del vinile, nonché delle locandine
pubblicitarie per i negozi. Resta comunque difficile da credere che da qualche
parte si possa trovare una copia di tale disco incompiuto.
- Nel 2004 sono state pubblicate le versioni rimasterizzate in digitale dei
dischi dei Kraftwerk da "Autobahn" a "The Mix". In alcuni casi la copertina
originaria è stata sostituita con una nuova immagine; "Electric Cafe" è rimasto
identico, ma gli è stato cambiato il titolo: ora si chiama "Technopop"!