Blackout
Gli Scorpions si formano ad Hannover (all’epoca Germania Ovest) sul finire degli anni Sessanta, per iniziativa di Rudolf Shenker, talentuoso chitarrista ritmico e compositore di discreto livello.
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Gli Scorpions nel 1982, all'uscita di "Blackout" |
Rudolf mette insieme un pugno di volenterosi musicisti: suo fratello Michael alla chitarra solista, Lothar Heimberg al basso, Wolfgang Diziony alla batteria, e recluta il cantante Klaus Meine (che precedentemente aveva già fatto esperienza nei Mushrooms).
Il gruppo, così composto, comincia a sfornare le prime canzoni, tutte più o meno influenzate dal Rock’n'Roll, e dall’atmosfera di contestazione che si respira in Europa in quel periodo.
Nel 1971 la band pubblica il primo disco intitolato “Lonesome Crowe”, che riscuote un buon successo in Germania. Nel 1974 esce “Fly To The Rainbow”, ma la vera popolarità arriva nel 1975, con “In Trance”, un lavoro complesso che riscuote un vastissimo consenso di pubblico in tutta Europa. Anche il successivo album, “Virgin Killer”, viene molto apprezzato (specialmente in Giappone), consolidando la fama e la forza del gruppo a livello internazionale.
Con il successo però arrivano anche i primi dissapori. Diziony e Heimberg decidono di abbandonare la band, che nel corso degli anni cambierà spesso formazione. Nella seconda metà degli anni Settanta, gli Scorpions decidono di modificare il sound dei loro dischi, spingendosi decisamente verso l’Hard Rock. Il risultato è molto buono e non delude i fans.
È all’inizio degli anni Ottanta, però, che la band raggiunge l’apice del successo. E’ nel 1982, infatti, che esce “Blackout”, considerato dalla stampa e dagli addetti ai lavori il vero capolavoro del gruppo.
Il disco si apre con la title-track, un pezzo folle e grintoso, in cui Klaus Meine da il meglio di sé nell’interpretazione del testo. Segue “Can’t Live Without You”, robusta e veloce, quindi è subito il momento per “No One Like You”, una ballata dal tempo medio, coinvolgente e melodica quanto basta. Il quarto brano in scaletta è “You Give Me All I Need”, dove spuntano le chitarre acustiche ad accompagnare la voce di Meine che si fa in qualche modo dolce e commovente.
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Look da veri duri per Meine & Co. |
“Now”, il pezzo successivo, riprende decisamente quota, lasciando col fiato sospeso l’ascoltatore, in un incedere incalzante di basso e batteria. “Dinamite” non delude, con l’assalto delle elettriche ad una melodia piuttosto aperta ed orecchiabile. Con “Arizona” il tempo scende un po’, e la struttura del brano riprende la direzione del Rock più classico.
Si va verso il finale con “China White”, un passaggio molto interessante, dove troviamo dei riferimenti melodici ai brani più classici degli anni Settanta. L’album si chiude con la ballata “When The Smoke I Going Down”, dolce, intensa, coinvolgente e molto romantica, assolutamente perfetta per chiudere l’intero lavoro, e che, nello spirito, sembra anticipare “Wind Of Changes” (pubblicata nel 1990), la canzone più conosciuta della band in assoluto.
Tra cambi di formazione, svolte musicali, molti successi e qualche piccolo passo falso, gli Scorpions hanno scritto pagine memorabili dell’Hard Rock, conquistando un vastissimo pubblico intorno al mondo e lasciando in eredità molti classici nella musica Rock degli ultimi quarant’anni.