Talbot Horizon


di Massimo Carloni

La Talbot Horizon nasce nel dicembre del 1977 come Simca Horizon, all'epoca in cui la marca era ancora sotto la proprietà della Chrysler, come modello intermedio nell'allora gamma europea del Gruppo. Si inseriva tra la Simca 1100 e le 1307-1308, derivando tecnicamente da entrambi i modelli. Inizialmente era disponibile in allestimenti "LS" e "GL", con motore 1118 cc, 60 cv a 5600 giri, 148 km/h; e in allestimento "GLS", con motore 1294 cc, 69 cv a 5600 giri, 155 km/h.

La Talbot Horizon illustrata per Casa80.it da Massimo Carloni

Tale vettura rappresenta un po' il "prototipo" della classica berlina di segmento C degli anni '80, com'era intenzione della Casa: vettura con carrozzeria a due volumi, con portellone posteriore di ampie dimensioni, di linee tese e spigolose (allora era quella l'estetica "nuova", rispetto a forme più gibbose), con lunghezza intorno ai 4 metri, 3,96 in questo caso, con motore trasversale e trazione anteriore, sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, barre anti rollio all'avantreno e al retrotreno. Si affaccia anche l'elettronica, nell'accensione transistorizzata non sregolabile. Anche la dotazione di accessori era buona per l'epoca. Di serie: lunotto termico, retronebbia, regolazione fari, spia usura pastiglie freni, cinture di sicurezza con arrotolatore (all'epoca erano ancora diffuse le cinture "statiche", che si regolavano allo stesso modo delle cinghie di uno zaino), retrovisore esterno regolabile dall'interno (tranne "LS"); in più, per la "GLS", orologio digitale ed appoggiatesta anteriori. Le vendite nel nostro paese sono iniziate nel mese di aprile del 1978.

Cruscotto ed interni della versione EXD, con motore diesel 1900 cc, 1983

Dal 1980 il marchio passa sotto il controllo del gruppo PSA (Peugeot Société Anonyme), diventando così Talbot; qualcuno ricorderà che nella prima metà degli anni '80, sulle insegne delle concessionarie, nelle pubblicità sui manifesti e sulle riviste, campeggiava il marchio Peugeot-Talbot, cioè il noto leone rampante con accanto la meno nota T su fondo rosso, in quei tempi un'accoppiata inscindibile. Le vetture delle due marche, comunque, portavano sulla mascherina solo il "loro" marchio specifico, o il leone, o la T, in questo caso inscritta in un cerchio cromato. In seguito alla presentazione della vettura si aggiunsero altre versioni e motorizzazioni, come la "EX", col motore 1294cc; poi arriva il motore 1442 cc, 83 cv a 5600 giri, 164 km/h, per la "GLS"; oppure il 1592 cc, 90 cv a 5400 giri, 175 km/h, per la "Premium".

A partire dal modello '83, vengono introdotte alcune modifiche per aumentare l'abitabilità e la capacità di carico: diminuzione dello spessore degli schienali dei sedili anteriori, facendo guadagnare 6 cm di spazio per le gambe dei passeggeri posteriori; diminuzione dello spessore della seduta e dello schienale del divano posteriore, guadagnando un centimetro in altezza e 1,7 in lunghezza; innalzamento del ripiano portaoggetti posteriore di 6 cm, aumentando il volume del vano bagagli del 10%.

In evidenza il lunotto posteriore modificato con fascia adesiva

Quest'ultima modifica si può notare anche dall'esterno: per evitare di modificare lo stampo del portellone posteriore, diminuendo l'altezza del lunotto, è stata aggiunta una grossa fascia adesiva nera di circa 10 cm, alla base del vetro, per impedire la visione dall'esterno del contenuto del bagagliaio. Si è guadagnato in capacità, ma si è perso in visibilità posteriore. Nel frattempo i paraurti diventano interamente neri (prima erano cromati con angolari neri), e la "GLS" guadagna anche uno spoiler anteriore nero, che rende il frontale più sportivo ed imponente.

Arriva poi il momento delle motorizzazioni diesel: nell'ottobre 1982 viene presentato il nuovo propulsore a gasolio, siglato "XUD", di 1905 cc, 65 cv a 4600 giri, 154 km/h, che equipaggia le versioni "LD" ed "EXD", insieme ad altre vetture del Gruppo. Si tratta di un complessivo dalle caratteristiche molto moderne per l'epoca, che gli consento prestazioni abbastanza rilevanti, imprimendo alla Horizon "EXD" un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 16,6 secondi. Anche questa versione diesel è dotata dello spoiler anteriore nero.

Nel frattempo il gruppo PSA mette in cantiere una Horizon completamente nuova, che si distingue per le linee, stavolta morbide, senza spigoli, e per la carrozzeria a due volumi e mezzo. Tutto era pronto per il lancio della vettura, ma all'ultimo, nel 1986, si decide di abbandonare il marchio Talbot. Il nuovo modello non si chiamerà più Talbot Horizon: bensì, Peugeot 309. Le versioni superstiti della Horizon, 1100 "LS" e 1300 "EX", escono di produzione nel 1987.

 


Home