Taccuino di un vecchio sporcaccione
“Un figlio di puttana si era rifiutato di scucire il grano, tutti che dicevano d'essere al verde, il pokerino era finito, io ero lì seduto col mio fratellino Elf, Elf era un ragazzo svampito, svaccato in toto, era stato a letto per anni a spremersi le palle gommose, a fare esercizi folli, e quando poi era sceso dal letto era più largo che lungo, un bruto sorridente tutto muscoli che voleva fare lo scrittore ma suonava un po' troppo come Thomas Wolfe e, a parte Dreiser, T. Wolfe è proprio il peggior scrittore che sia mai nato in America, e io colpii Elf dietro l'orecchio e la bottiglia cadde giù dal tavolo (aveva detto qualcosa che non m'era piaciuta) e mentre Elf si rialzava presi la bottiglia, scotch di marca, e lo centrai tra la mascella e il collo e lui andò giù un'altra volta, e io mi sentii sicuro di vincere…”
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Charles Bukowski, la poesia nell'instabilità |
Non c’è dubbio alcuno... ci troviamo in presenza di Charles Bukowski! Lo scrittore, il poeta, lo spaccone, il tenero, il violento, l’indimenticabile Bukowski.
Charles Bukowski nasce in Germania, da madre tedesca e padre polacco-americano, che quasi subito si trasferiscono negli Stati Uniti, a Los Angeles. Il papà dello scrittore, ex militare, rimane però disoccupato e diviene irascibile e manesco. Nonostante le difficoltà vissute in famiglia, il giovane Charles consegue il diploma di liceo e frequenta per un anno il Los Angeles City College, dove segue corsi di arte e di scrittura creativa. Riesce a farsi pubblicare un paio di racconti brevi da alcune riviste, ma nel frattempo la sua vita diviene sempre più instabile e “maledetta”. Dopo aver lasciato il college infatti, comincia a vagabondare per le strade di Los Angeles prima, e successivamente su e giù per gli Stati Uniti. Per vivere si arrangia come può: il più delle volte con dei lavoretti saltuari, e, contemporaneamente, sviluppa il vizio del bere. Va avanti così per quasi dieci anni, senza scrivere più nemmeno una riga. Ritorna poi a Los Angeles dove ottiene un lavoro (da lui odiatissimo) come postino.
Nel 1957 sposa Barbara Frye, da cui divorzierà nel 1959. Nel 1965 incontra Frances (che non sposerà mai) e diviene padre di una bambina che chiama Marina Louise. Nel 1976 incontra Linda Lee che sposerà nel 1985, dopo una lunga convivenza. Paradossalmente fu proprio il lavoro all’ufficio postale che spinse Charles a riprendere la scrittura, “per non impazzire”. Da quell’esperienza nacque, infatti, “Post Office”, il romanzo che lo rese celebre in tutto il mondo.
“Taccuino di un vecchio Porco”, o “Taccuino di un Vecchio Sporcaccione” (titolo originale “Notes Of A Dirty Old Man”), viene pubblicato per la prima volta in Italia nel 1980. Protagonisti assoluti del romanzo, come quasi sempre avviene nei lavori di Bukowski, sono gli “ultimi”. I diseredati, gli sconfitti, quelli destinati a recitare, nella società dei ricchi e potenti, la parte dei perdenti.
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Alla salute! |
Ed ecco così che le scene, la trama, le parole raccontano di quegli ambienti fumosi, sporchi e decadenti, dove la vita è molto intensa, ma al tempo stesso fugace, vissuta sul filo di un rasoio, di quelle periferie malfamate, dominate dai palazzoni fatti di mattoncini rossi e scale anti-incendio arrugginite, dei bar dove si gioca d’azzardo giorno e notte, o in cui si trascorre il tempo attaccati ad una bottiglia di whisky, per dimenticare ogni tristezza.
Ecco allora le corse dei cavalli, su cui persone poverissime scommettono ogni loro avere, incontri di boxe in cui giovani emarginati cercano il riscatto della propria esistenza, e ancora: prostitute, angoli bui, strade polverose, alberghi da poco prezzo sui cui brillano, invadenti, le insegne colorate al neon, in un affresco lucido ed impietoso di quell’America di serie B che quasi nessuno ha avuto la stoffa di raccontare.
Vitale, violento, dotato di un’incredibile forza espressiva, “Taccuino di un Vecchio Porco” è senza dubbio una delle opere più interessanti e riuscite dell’indimenticabile Charles.