Rumore Bianco
“È difficile sapere che fare di fronte a tutto ciò”. È questa una frase contenuta in una delle ultime pagine di "Rumore Bianco" (titolo originale "White Noise"), capolavoro di Don DeLillo, uscito negli USA nel 1984.
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L'autore Don DeLillo |
Ed è infatti molto difficile sapere come comportarsi quando la città in cui si vive è minacciata da un “evento tossico aereo”, come lo definiscono i mass-media, provocato dal ribaltamento di un vagone merci adibito al trasporto di sostanze chimiche che in seguito all’incidente, rovesciandosi sui binari, hanno generato una nube densa e nera che è salita fino in cielo. La nube suscita incredulità ed un senso d’impotenza tra i cittadini: ci si può difendere nella lotta per la vita quotidiana, ma come comportarsi davanti ad un pericolo tanto grande ed incontrollabile?
L’ “evento” è probabilmente la metafora di un fungo nucleare, siamo in piena guerra fredda, la cui minaccia incombe sulla vita degli americani a metà degli anni Ottanta (più o meno nello stesso periodo escono nelle sale cinematografiche film come "War Games" e "The Day After"), e che provoca un’angoscia silenziosa ed opprimente, che va in qualche modo esorcizzata.
Ed intorno a questa paura ruota il romanzo: la rassicurante esistenza di Jack Gladney, professore universitario di studi su Hitler e di sua moglie Babette, viene messa a dura prova dall’ “evento” che li porta a porsi domande sul mondo che li circonda e sulla civiltà contemporanea. Il rumore bianco è un fenomeno fisico, ne è riproducibile l’equazione, ma non è udibile, e nel romanzo diviene metafora della profonda inquietudine che pervade la vita di Jack e di sua moglie Babette. Jack è un uomo mite e in qualche modo eccentrico, Babette è più posata e razionale, ma per sedare le proprie angosce è costretta a prendere (lo fa di nascosto) il Dylar, un farmaco sperimentale progettato per combattere la paura della morte.
Il romanzo è diviso in tre parti: Onde e Radiazioni, L’Evento Tossico Aereo, e Dylarama. Lo stile narrativo è intenso e minuzioso, tuttavia molto scorrevole. Lunghissime e molto dettagliate sono le descrizioni delle situazioni e dei luoghi.
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L' "evento tossico aereo" |
Questo libro di Don DeLillo è anche uno specchio fedele della civiltà di fine millennio dominata dal consumismo: uomini e donne trascorrono ore in fila fra i lunghi ed opulenti scaffali dei supermercati, alla ricerca di quei prodotti che dovrebbero fare da surrogato all’infelicità, soggiogati dall’influenza di riviste e tabloids (ormai onnipotenti) che informano su ogni cosa possibile e immaginabile: “Storie di fatti sovrannaturali ed extraterrestri. Vitamine miracolose, le cure per il cancro, i rimedi per l’obesità. Il culto delle star e dei morti”.
DeLillo, attraverso i personaggi di questo romanzo “postmoderno”, pone all’attenzione del lettore dubbi e spunti di riflessione. Cosa pensare dell’era della tecnologia? Dell’invadente presenza di tutti gli elettrodomestici, dei sistemi elettronici, (schermi televisivi, radio, computers, sistemi d’allarme, forni a microonde), da cui siamo circondati? Come entrare in rapporto con un linguaggio sempre più impersonale fatto di onde e radiazioni, di numeri e codici a barre? (E’ forse il linguaggio, si domanda l’autore, attraverso cui i morti tentano di entrare in contatto con i vivi?) Ci troviamo all’inizio di un’apocalisse tecnologica che porterà al collasso la società contemporanea?
Vincitore del National Book Award nel 1985, inquietante e malinconico, intriso di filosofia e dubbi, "Rumore Bianco" è considerato uno dei romanzi più importanti degli ultimi trent’anni.