Le mille luci di New York
“Come hai fatto ad andare in rovina?” chiese Bill. “In due modi” rispose Mike “Gradatamente prima, e poi di colpo”.
Questa è la citazione, tratta da Fiesta, che precede “Le Mille Luci di New York”, titolo originale “Bright Lights, Big City”, romanzo d’esordio di Jay McInerney, pubblicato nel 1984, quando l’autore aveva ventinove anni.
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Jay McInerney |
E di questo si tratta: la progressiva caduta nell’oblio di un giovane e mediocre scrittore che per guadagnarsi da vivere lavora al “Reparto verifica dei fatti” di una nota rivista a N.Y.C. Sua moglie Amanda, una ragazza di provincia originaria dell’Arkansas, riciclatasi modella di successo, l’ha letteralmente mollato su due piedi, lasciandolo solo. In più, il lavoro proprio non va: il suo capo, Clara, una donna arcigna e dispettosa, lo ha preso di mira e gli rende la vita impossibile.
Il nostro eroe ha solo due certezze cui aggrapparsi: la stesura di un romanzo (che peraltro non procede per il verso giusto) ed il suo migliore amico, un certo Tad Allagash, “la cui missione nella vita è di divertirsi più di chiunque altro a New York City”, con cui divide l’interesse per la cocaina, per i night clubs, e per una moderna, serena, consapevole e tragicomica voglia di autodistruzione, frutto di un rampante nichilismo.
Sullo sfondo intanto brulica caotica la Grande Mela degli anni Ottanta, popolata da Yuppies, Rastamen fumatori di Marijuana, da “Tipi alla Rodolfo Valentino col coltello lungo e la gamba corta”, da barboni filosofi, supermodelle e italiani del New Jersey.
La scena madre del romanzo avviene durante una folle notte in cui il nostro protagonista si introduce con il cuore in gola negli uffici della rivista per cui lavorava (visto che nel frattempo, a causa dei suoi continui ritardi e della sua inettitudine, ne è stato licenziato), insieme al suo amico Tad e a Fred, un simpatico furetto vendicatore. I due liberano la bestiola nell’ufficio di Clara, odiatissima ex capo, ma Fred, spaventato a morte, salta fuori e morde il nostro eroe su una mano mettendolo per l’ennesima volta davanti ad un grottesco fallimento.
Di lì a poco, alla fine del romanzo, il nostro protagonista, dopo aver riflettuto su se stesso ed aver ripercorso le ragioni della sua vita ed i momenti salienti della sua infanzia e della sua adolescenza, e dopo aver scambiato con un incredulo fornaio i suoi costosissimi occhiali da sole Ray-Ban per un sacchetto di pane caldo, in una scena surreale, arriverà alla sana e compassata consapevolezza di dover rallentare e di dover imparare tutto da capo.
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La cover del dvd tratto dal libro |
Scritto con uno stile originalissimo e veloce, in cui il protagonista si rivolge continuamente a se stesso (“Tu non sei esattamente il genere di persona che ci si aspetterebbe di vedere in un posto come questo a quest’ora del mattino”), “Le Mille Luci Di New York” ottenne subito un grande successo, tanto che ne fu tratto un film interpretato da Michael J. Fox, Kiefer Sutherland e Phoebe Cates.
Jay McInerney nasce nel 1955 ad Hartfort, Connecticut.
È autore di molti
romanzi:
Bright Lights, Big City (1984)
Ransom (1985)
Story Of My Life (1989)
Brightness Falls (1993)
The Last Savages (1997)
Model Behaviour (2000)
How It Ended (2001)
Bacchus And Me: Adventures In The Wine Cellar (2002)
The Good Life
(2006)