Wall Street


 

A metà degli anni Ottanta la Grande Mela è in pieno fermento. Agenti di borsa, finanzieri d’assalto e capitani d’industria sono i veri protagonisti della vita cittadina: girano solo in limousine, vestono Armani o Versace, indossano occhiali di tartaruga, frequentano ogni sera un Night Club diverso e di mattina si danno battaglia senza esclusione di colpi, vendendo e comprando azioni a Wall Street.

La locandina del film

“Non c’è più nessuna nobiltà nella miseria” dice Bud “Buddy” Fox (Charlie Sheen), giovane ed ambizioso agente di borsa, parlando con suo padre Carl (Martin Sheen), sindacalista in una piccola compagnia aerea (la Bluestar), che lo ascolta in verità piuttosto scettico.

Tutte le energie di Buddy, broker della Jackson Steiner (un’agenzia che si occupa di intermediazioni economiche di discreto livello), sono concentrate nello sforzo di agganciare finalmente l’“elefante”, il ricchissimo e potentissimo magnate della finanza, Gordon Gekko (Michael Douglas).

Bud riesce nel suo intento grazie ad un ingegnoso stratagemma e comincia così una feroce arrampicata verso la cima della scala sociale in cui travolge tutto e tutti: i suoi colleghi, la sua famiglia, e persino il suo migliore amico, Marvin (bene interpretato dal bravo John McGinley).

Gekko prende “Buddy” in simpatia (forse perché vede nel ragazzo se stesso da giovane) e lo introduce nel “mondo che conta”: circoli esclusivi, locali alla moda, ville da sogno in riva all’oceano in cui pochi eletti, seduti in giardino intorno a piscine da favola, decidono del destino di molti concludendo affari da milioni di dollari. Gekko fa guadagnare a Bud un fiume di soldi, lo arricchisce in pochissimo tempo, gli insegna “il valore dell’informazione e come ottenerla”, lo erudisce su come aggirare il fisco ed occultare i capitali all’estero, lo smalizia sullo spionaggio industriale (Bud agirà in combutta con Roger, un suo amico avvocato che gli passerà informazioni riservate, ottimamente interpretato da un giovanissimo James Spader) e gli presenta Darien Taylor (Daryl Hannah) una giovane arredatrice d’interni, bionda, fine, molto affascinante e davvero bellissima di cui il giovane broker si innamora perdutamente (i due andranno a convivere in un lussuosissimo appartamento nell’ Upper East Side della City).

Insomma, l’astuto capitano d’industria Gordon Gekko risucchia Buddy in un vortice seducente ma al tempo stesso del tutto privo di morale. A questo punto la scalata al successo è terminata: il sogno del giovane agente di borsa è divenuto realtà.

Carl e "Buddy" Fox (Martin e Charlie Sheen)

Ma ecco che Bud vuole salvare a tutti i costi la Bluestar (strangolata dalla concorrenza con le grandi linee aeree) convincendo Gordon a comprarla. L’affare in effetti si fa, ma finisce malissimo. La fiducia fra Buddy e Gekko si incrina irrimediabilmente, i due diventano addirittura nemici. Da quel momento in poi le cose cominciano a precipitare; inizia l’inesorabile parabola discendente del nostro ambizioso broker. Il sogno di Bud Fox si trasforma in un incubo: suo padre è colto da infarto mentre lavora, Darien lo lascia (non senza rimpianti, ed avvertendolo che aver perduto i soldi è molto peggio di non averli mai avuti), gli agenti del dipartimento d’investigazione Ufficio Sicurezza Borsa e Valuta gli stanno addosso e, alla fine, riescono ad incastrarlo. La corsa è davvero finita.

Come quasi tutti i film di Oliver Stone ("Platoon", "Nato il Quattro di Luglio"), "Wall Street" è gradevole ma al tempo stesso spietato. Ottimo nella forma (molto curata la fotografia, agile la regia, di grande spessore la sceneggiatura), non risparmia una critica feroce (ma costruttiva) alla società americana. In questo caso ad essere sotto accusa è la corsa all’oro che si scatena a metà degli anni '80. Un desiderio d’onnipotenza che genera nichilismo e disprezzo, che svuota l’uomo di valori fondamentali come pietà ed altruismo. Tutto è lecito quando l’imperativo è arricchirsi, ma alla fine il conto da pagare è davvero troppo salato.

Interessante è lo scontro generazionale fra Bud Fox e suo padre, due uomini figli di diverse epoche, che si trovano dalla parte opposta della barricata. Carl Fox è decisamente un idealista. Lavoratore instancabile, sacrifica tutto il tempo alla causa che ha sposato: difendere i “suoi” uomini, i dipendenti della Bluestar, dalle angherie del mercato del lavoro. Non crede ai soldi facili ed è l’unico ad opporsi quando Gordon Gekko acquista la piccola linea aerea.

Bud Fox è determinato, pronto a tutto: vuole a tutti i costi arrivare sulla buccia della Grande Mela. Ha studiato sodo all’università, sa il fatto suo, possiede un buon impiego ma ancora non gli basta, con grande tenacia e determinazione insegue il suo sogno: diventare ricco. Ambisce a divenire “un ariete” del libero mercato. Durante la sua ascesa si mostra disposto a tutto, ma nella seconda parte della pellicola si redime, riconciliandosi con il padre e con se stesso.

La bella Darien (Daryl Hannah)

Straordinario è il personaggio di Gordon Gekko (forse vero protagonista del film), la cui interpretazione valse il premio Oscar 1987 a Michael Douglas come miglior attore protagonista. Gordon è un uomo cinico, spietato, sprezzante, lui non crea niente, lui possiede; non si lascia abbindolare dal mito dell’amore, ma crede fermamente nell’avidità che vede come il vero motore della società e come la reale, ultima ragione della volontà di progresso alla base dell’animo umano. Bud, Carl e Gordon sono i tre punti cardinali intorno cui ruota la geografia di  tutta la vicenda.

"Wall Street" è senza dubbio un ottimo film. Accattivante, veloce, di grande successo, è lo specchio fedele di un’epoca d’oro ricca di insidie e di contraddizioni.

SCHEDA DEL FILM
Regia di Oliver Stone
Scritto da Stanley Weiser e Oliver Stone
Prodotto da
Edward R. Pressman
Usa 1987

Personaggi principali e interpreti
Gordon Gekko - Michael Douglas
Bud Fox - Charlie Sheen
Darien Taylor - Daryl Hannah
Carl Fox - Martin Sheen
Sir Larry Wildman - Terence Stamp
Marvin - John McGinley
Roger Barnes - James Spader
Lou Mannheim - Hall Halbrook

 


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