Rocky IV


 

"Io ti spiezzo in due": chi non ricorda questa battuta pronunciata dall'impenetrabile Ivan Drago prima del combattimento contro Rocky Balboa? È "Rocky IV", ragazzi, e non si scherza.

Nel primo episodio, datato 1976, a Rocky, un trentenne pugile fallito dei sobborghi di Philadelphia, veniva offerta la chance della vita: un incontro per il titolo del mondo dei pesi massimi con il campione Apollo Creed. Contro ogni aspettativa, allenato dal vecchio Mickey, con il sostegno del suo futuro cognato Paulie e spinto dall'innamorata Adriana, Rocky riusciva a rimanere in piedi al termine delle quindici riprese previste, uscendo però sconfitto ai punti ma vincitore morale, acquisendo inoltre una popolarità immensa e la stima di tutti gli americani.

Rocky IV: la locandina

Nel secondo episodio, del 1979, Apollo Creed aveva deciso di mostrare di essere lui il vero campione, visto che il verdetto del primo match aveva suscitato qualche polemica, ed aveva sfidato nuovamente Rocky. Stavolta lo Stallone italiano lo metteva k.o., rialzandosi a sua volta un secondo prima della fine del conteggio arbitrale.

Nel terzo episodio, del 1982, Rocky, dopo aver difeso vittoriosamente più volte la cintura, veniva sfidato dal terribile Clubber Lang, un pugile di colore violento e affamato di sangue, interpretato da Mr. T, noto anche come P.E. Baracus della serie "A-Team". Il perfido Clubber si aggiudicava la prima sfida, mentre Mickey spirava negli spogliatoi. A quel punto Apollo Creed, l'ex rivale di Rocky ormai ritiratosi, decideva di intervenire e trascinava uno scattante Balboa alla riconquista del titolo.

Ed eccoci a Rocky IV, ragazzi. Anno 1985. Guerra fredda. Blocco sovietico. Blocco Nato. Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov ancora contrapposti. Il muro di Berlino ancora saldo in piedi. L'edonismo reaganiano contro l'austerità sovietica. Due mondi, due filosofie inconciliabili a contendersi i destini del mondo. Dall'URSS arriva negli Stati Uniti in visita informale un forte pugile dilettante, tale Ivan Drago, accompagnato dalla moglie (interpretata da Brigitte Nielsen, all'epoca sposata invece proprio con Sylvester Stallone) e da un allenatore - scienziato. Apollo Creed, ormai grande amico di Rocky, vede in televisione la conferenza stampa della delegazione sovietica e, irritato dalle dichiarazioni su una presunta imbattibilità di Drago, decide di tentare di rilanciare la propria immagine sfidando il pugile venuto dall'est. Ne parla a Rocky, che, intanto, è diventato ricchissimo, tanto da aver regalato a Paulie una "tata - robot" di forma umanoide, con suadente voce femminile e da permettersi di vivere in un villone lussuosissimo con piscina assieme alla moglie Adriana e al figlio. Apollo non si lascia dissuadere da Rocky, che lo invita a ripensarci, e il match è fissato.

"Living in America"

A Las Vegas, in una cornice scintillante, con James Brown che canta "Living in America" fra mille luci, ballerine, pupazzi giganti, Apollo si presenta vestito a stelle e strisce, ballando scatenato al ritmo di James, mentre Drago non spiccica parola e si guarda intorno smarrito e sbalordito da tanta scena. Comincia l'incontro. Rocky è all'angolo di Apollo, che inizia bene, strafottente, sicuro di sé, danzando come Cassius Clay. Purtroppo, però, la tragedia incombe. Drago, dopo un primo momento di attesa, inizia ad inquadrare il bersaglio e porta pugni devastanti e potentissimi con continuità sempre maggiore. Finisce il primo round, Apollo è già una maschera di sangue ma fa promettere a Rocky di non gettare la spugna, comunque vada. Seconda ripresa: Drago, simile ad un robot programmato per uccidere, completa l'opera di distruzione. Colpisce più e più volte, Rocky vorrebbe gettare la spugna ma non lo fa per rispetto della volontà dell'amico. Sono momenti drammatici, alla fine, dopo un ultimo colpo ben assestato di Drago, Apollo crolla al tappeto a peso morto: mentre il suo corpo cade esanime, Rocky getta la spugna. Apollo perde la vita. Rocky, chino su di lui, si volta e incrocia lo sguardo glaciale di Drago.

Dopo una notte spesa a correre in macchina, fra mille pensieri, Rocky prende la sofferta decisione di affrontare il sovietico, spinto dal desiderio di vendicare la scomparsa del fraterno amico. L'incontro viene fissato per la notte di Natale a Mosca, visto che la delegazione sovietica non vuole saperne di combattere ancora in territorio americano. Il Balboa, contro il parere della moglie, vola nella fredda URSS insieme a Paulie e all'ex allenatore di Apollo, Duke. Controllato a vista dalle guardie del KGB, lo Stallone italiano si allena sulle montagne, in mezzo alla neve, sollevando tronchi d'albero e spaccando legna, mentre, di contro, Drago è impegnato in palestra con al suo servizio le più moderne tecnologie. Rocky trova ancora più forza dall'arrivo di Adriana, che decide di sostenerlo anche in questa avventura.

"Io ti spiezzo in due"

Finalmente arriva il giorno dell'incontro. In un palazzo dello sport cupo, di fronte alle più alte autorità sovietiche e ad un pubblico ostile, Rocky affronta Drago. "Io ti spiezzo in due", gli fa Drago. Quando Rocky torna all'angolo prima dell'inizio del match, Paulie gli dice "Hey Rocky, ti ricordi quando ti dicevo che volevo essere te? Ci ho ripensato...". Comincia l'incontro, subito durissimo è l'attacco di Drago. Il Balboa è costretto sulla difensiva, cade più volte al tappeto, ma si rialza con orgoglio. Passano le riprese e Drago è stupito della resistenza dell'omino americano, così come gli spettatori, che cominciano ad apprezzarne la tenacia ed il coraggio. Rocky inizia il contrattacco e Drago non sembra più così invincibile. Il nervosismo comincia a serpeggiare tra le alte sfere del governo sovietico. Un funzionario si avvicina a bordo ring per chiedere conto in modo perentorio del trionfo che ancora non arriva, rivolgendosi a Drago con insulti ed il pugile gli si rivolta contro, mostrando per la prima volta di avere un lato umano. Da questo momento in poi è solo la sfida tra due uomini che si odiano.

Quindicesima ripresa. Dopo una serie di scambi di colpi reciproci terrificanti, Rocky, sostenuto dal pubblico a gran voce, trova la forza di un ultimo affondo. Colpito in modo decisivo, Drago crolla al tappeto e non riesce a rialzarsi prima del conteggio di dieci. Rocky ha vinto. È il trionfo. Il pubblico lo ama, persino i dirigenti sovietici, pur riluttanti, sono costretti ad alzarsi in piedi e ad applaudirlo. Dopo il match Rocky viene intervistato sul ring da un russo, che traduce in tempo reale le sue parole.

"Se io posso cambiare... e voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiare!!!" Delirio. Apoteosi. Il cuore e l'anima di Rocky, il suo coraggio, il suo spirito di sacrificio hanno vinto ancora. C'è tempo anche per un ultimo saluto al figlio, rimasto a casa in America a seguirlo dalla tv. Il film si chiude con Rocky festante coperto dalla bandiera statunitense.

Il film riscosse un enorme successo al botteghino, tanto che la sua prima visione televisiva in Italia, su Canale 5 sabato 1 ottobre 1988, fu contrapposta niente meno che alla prima puntata del varietà "Fantastico" su Raiuno. Anche la colonna sonora, come tradizione della saga, raggiunse le vette delle classifiche di mezzo mondo: tra le canzoni, ci piace ricordare "No easy way out" e "Hearts on fire".

SCHEDA DEL FILM
Regia di Sylvester Stallone
Scritto da Sylvester Stallone
Prodotto da Robert Chartoff e Irwin Winkler

Personaggi principali e interpreti
Rocky Balboa - Sylvester Stallone
Adriana Pennino - Talia Shire
Apollo Creed - Carl Weathers
Ivan Drago - Dolph Lundgren
Duke - Tony Burton
Paulie Pennino - Burt Young
Ludmilla Drago - Brigitte Nielsen

 


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